Una consegna assegnata, un turno disponibile, una valutazione che cambia. Per alcuni rider – quelli non tutelati dal Ccnl Logistica, Trasporto Merci e spedizione -, ciò che compare sullo schermo può determinare quanto lavorerà e quanto guadagnerà. Ma chi prende queste decisioni? Secondo quali criteri e norme? E quali strumenti hanno lavoratrici, lavoratori e sindacato per comprenderle ed eventualmente contestarle?
Sono le domande al centro del seminario “AI Act, rider e contratti di prossimità”, organizzato dalla Fit-Cisl Lazio per domani, mercoledì 7 ottobre, alle ore 10.00, presso il Centro Studi Fit-Cisl, in via degli Anamari 20. L’incontro sarà a cura della giurista Riccarda Lopetuso.
Il punto di partenza sarà la qualificazione del rapporto di lavoro dei rider, dalla quale dipende l’accesso a tutele essenziali. L’analisi approfondirà la direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali, che gli Stati membri dovranno recepire entro il 2 dicembre 2026: corretta individuazione del rapporto di lavoro, trasparenza della gestione algoritmica e controllo umano sulle decisioni che incidono sulle persone. saranno i temi centrali.
L’obiettivo è comprendere come verificare la realtà del rapporto di lavoro, al di là della sua definizione formale, e quali garanzie consentano di conoscere e contestare le decisioni automatizzate.
Il seminario esaminerà inoltre l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, e la legge italiana in materia, concentrandosi sul loro rapporto con il lavoro e sulla necessità di mantenere la persona al centro dell’innovazione. In chiusura, spazio ai contratti di prossimità e alle novità introdotte dal decreto Primo maggio.
“L’obiettivo della giornata seminariale – spiega il segretario generale della Fit-Cisl Lazio, Marino Masucci – è quello di approfondire temi di forte attualità, per interpretare al meglio le sfide del presente e acquisire strumenti che ci permettano di tutelare i lavoratori con competenza e preparazione. Le analisi di merito e di contesto sono fondamentali per creare una classe sindacale che sappia gestire i cambiamenti dovuti all’innovazione, senza subirli”.





