«Occorrono contratti più moderni, relazioni industriali di prossimità, una bilateralità che va esaltata, professionalità riconosciute». Con queste parole la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha concluso a Montesilvano i lavori del Consiglio Generale della Fisascat Cisl, richiamando l’attenzione sulle grandi sfide della contrattazione nei settori del terziario, del turismo e dei servizi, sulla tutela del potere d’acquisto delle famiglie e sulle priorità del sindacato in vista della imminente Legge di Bilancio.
Nel suo intervento, Fumarola ha denunciato i tempi troppo lunghi che penalizzano le lavoratrici e i lavoratori del settore privato: «Nel settore privato chi ha il contratto scaduto aspetta in media quasi diciotto mesi. Quei mesi non possono più essere a carico dei lavoratori. Ne va del salario e della credibilità delle relazioni industriali».
Un’attesa resa ancora più gravosa dall’aumento del costo della vita: «L’attesa diventa ancora più pesante quando bollette e carburanti rincarano: a settembre l’inflazione è salita al 4,2 per cento, trascinata dall’energia. Il conto lo pagano salari, pensioni e risparmi delle famiglie».
Ampio spazio è stato dedicato alla piattaforma unitaria presentata insieme a Cgil e Uil alle associazioni datoriali per un nuovo accordo quadro su rappresentanza e modello contrattuale:
«Insieme a Cgil e Uil abbiamo presentato alle associazioni d’impresa una piattaforma per un nuovo accordo quadro su rappresentanza e modello contrattuale. Vogliamo un’intesa complessiva, con regole certe sulla rappresentanza e un argine al dumping e ai contratti pirata, che nel terziario fanno più danni che altrove. Dentro devono esserci anche salute e sicurezza, formazione e partecipazione. Il decreto Primo maggio ha scritto nella legge che il salario giusto è quello dei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Finora quel criterio vale solo per accedere agli incentivi: deve diventare la regola per tutti».
Inquadrando il contesto macroeconomico, la leader della Cisl ha sottolineato la necessità di trasformare la forza del Paese in crescita reale: «L’Italia cresce troppo poco, l’1 per cento quest’anno e meno nei prossimi, eppure ha risparmio, competenze e imprese capaci di adattarsi. Ora che il Pnrr arriva al traguardo, quel potenziale va trasformato in investimenti. Con questa logica abbiamo scritto il Libro verde, oltre centoventi proposte che stiamo presentando alle istituzioni, ai politici di tutto l’arco parlamentare e alle parti sociali. Tutte nascono dalla convinzione che i cambiamenti funzionino solo se chi ne sostiene i costi partecipa anche alle decisioni e ai benefici. Per questo chiediamo un Patto sociale».
A margine del Consiglio Generale, rispondendo alle domande dei giornalisti, Daniela Fumarola si è soffermata sulle priorità per l’imminente manovra economica: «Chiediamo al governo di poter essere incontrati prima che vengano assunte delle decisioni definitive. Pensiamo che le poche risorse che saranno messe a disposizione, così ci sembra di capire, debbano essere indirizzate sui lavoratori, sui pensionati, sulle famiglie, sulle imprese che applicano i contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil e su quelle imprese che realizzano anche partecipazione, innovazione e investimenti nonostante il periodo sia critico».
Infine, la Segretaria Generale ha tracciato le direttrici per sostenere redditi e sviluppo: «Pensiamo che un confronto duraturo e strutturato possa aiutarci a individuare le giuste risposte, a partire ad esempio dalla riduzione delle aliquote che riguardano il lavoro. Pensiamo che debbano essere rivalutate le pensioni perché i pensionati non hanno contratto che viene rinnovato. Crediamo che il tema salariale e il tema della produttività siano due questioni importanti perché la necessità è quella di far crescere i salari, di far crescere il Paese».
















