“Giudichiamo positivamente il cambio di paradigma in corso convinti che oggi più che mai si debbano rafforzare concertazione e partecipazione, coinvolgendo i corpi intermedi, per questo apprezziamo l’avvio del Consiglio regionale dell’economia per programmare la crescita del Veneto. Tra gli obiettivi del Consiglio crediamo debba esserci proprio la definizione di un Patto sociale per lo sviluppo del Veneto. E, in quest’ottica, è fondamentale fare sistema e mettere a fattor comune tutto il lavoro e le proposte che fin qui la Regione ha elaborato”.
Lo sottolinea Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, in occasione della prima riunione preliminare, avvenuta oggi, del nuovo organismo.
“Si tratta di non subire, ma di governare le grandi trasformazioni in atto che rischiano di lasciare la nostra regione ed il nostro paese ai margini dello sviluppo europeo e globale – afferma Paglini – Chiediamo che non ci si limiti ad una consultazione ex post, ma piuttosto un coinvolgimento ex ante che intravediamo nella genesi del Consiglio regionale dell’economia.
Serve adattare e potenziare il modello industriale e di sviluppo del Veneto a quello dei grandi distretti europei e delle aree metropolitane di eccellenza: tra le prime trenta posizioni di questa speciale graduatoria internazionale, oggi non figurano esempi italiani”.
Da tempo, e tra i primissimi, Cisl Veneto ha proposto e continuato a sostenere l’esigenza di dar vita a uno spazio istituzionale dove mettere a sistema tutte le energie, le competenze e le esperienze presenti sul territorio per favorire un nuovo slancio economico e sociale della nostra regione.
“Il Consiglio non è un vezzo, ma una precisa necessità di partecipare a costruire il Veneto del futuro”, conferma il segretario generale regionale.
“Il Veneto non cresce quanto potrebbe – continua il leader regionale della Cisl – Non basta più difendere e replicare l’esistente, occorre rilanciare lo sviluppo, pena rassegnarsi a un silenzioso declino.
Per fare ciò occorre progettare una nuova stagione di politiche industriali regionali, elaborando strategie condivise tra istituzioni, parti sociali, associazioni di rappresentanza del mondo economico”.
Paglini conclude: “L’avvio del Consiglio generale dell’Economia rappresenta, però, solo il primo passo: ora dobbiamo riempirlo di contenuti, garantendo concretezza ed efficacia.
Per quanto ci riguarda, siamo pronti a contribuire con idee e proposte, anche nel solco del Libro Verde di recente predisposto dalla Cisl su scala nazionale.
E poiché il rilancio dello sviluppo locale dovrà necessariamente passare attraverso un incremento di innovazione, ricerca e diffusione tecnologica, auspichiamo possa aprirsi anche a università, realtà accademiche e scientifiche, nonché del terzo settore”.









