“Abbiamo saputo questa mattina dell’infortunio, apparso subito grave, avvenuto all’interno dello stabilimento delle Acciaierie Venete a Sarezzo, in provincia di Brescia. Il lavoratore di 47 anni, titolare di una attività in appalto presso l’acciaieria, è stato trasportato subito in ospedale ma non ce l’ha fatta. Le dinamiche chiare dell’incidente sono ancora da verificare. Tutta la FIM esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia del lavoratore”. E’ quanto si legge nella dichiarazione del Segretario Generale FIM-CISL Ferdinando Uliano.
Attendiamo gli sviluppi delle indagini delle autorità subito intervenute sul posto, affinché si faccia piena chiarezza sulla dinamica dell’incidente e sull’eventuale mancato rispetto delle norme di prevenzione, ma un dato resta evidente, la sicurezza sui luoghi di lavoro non è e non potrà mai essere considerata un optional. Quella delle morti sul lavoro è una vergogna nazionale. La tragica media di tre morti al giorno sul lavoro a cui seguono decine di gravi incidenti e infortuni è una vergogna. Una scia di morte che non fa neanche più notizia. Una rassegnazione inaccettabile, bisogna fare molto di più sui controlli e lavorare su una cultura diffusa della sicurezza.
Le organizzazioni, sindacali unitamente alla RSU dell’acciaieria, si sono immediatamente attivati per incontrare la dirigenza aziendale per un primo confronto su quanto accaduto e si è deciso congiuntamente di fermare tutte le attività sino alla giornata di domani proprio per la gravità di quanto successo.






