«Le nuove regole di indicizzazione delle pensioni che emergono dalle anticipazioni sulla manovra di bilancio colpiscono il ceto medio dei pensionati a cui negli anni sono già stati richiesti continui sacrifici e strette sulla perequazione al costo della vita.
Il costo del positivo intervento di estensione dell’aliquota Irpef del 33% sui redditi fino a 55mila euro non può essere fatto pagare, neppure parzialmente, ai pensionati».
E’ quanto afferma la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, interpellata dall’ANSA sul tema della rivalutazione delle pensioni nella legge di Bilancio.
«E’ un problema di giustizia sociale – sottolinea – perché tagliare la perequazione sui trattamenti superiori a 4 volte il minimo significa chiedere un ulteriore sacrificio a quei pensionati che hanno pensioni lorde di poco superiori a 3mila euro e che negli anni hanno già subito una perdita del potere d’acquisto.
Chiediamo su questo una modifica delle misure nel segno di una maggiore equità perché non si può colpire quella massa di contribuenti che la loro pensione l’hanno maturata negli anni attraverso il lavoro e il pagamento dei contributi previdenziali», conclude la leader della Cisl.











