«In attesa di leggere il testo del disegno di legge di bilancio, la nostra è una valutazione articolata: ci sono scelte che vanno nella direzione indicata dalla Cisl, altre da migliorare e diversi aspetti da verificare nel dettaglio. Di certo la coperta è stretta, perché dei 26 miliardi della manovra più della metà vincolati dalle clausole europee di salvaguardia. Con margini così ridotti, è apprezzabile che il governo abbia evitato logiche elettorali e bonus a pioggia, concentrando le poche risorse su scelte selettive». E’ quanto sottolinea la Cisl in una nota sulla manovra varata stasera dal Governo.
«Sul fisco, l’aliquota del 33% estesa fino a 55mila euro dà un primo segnale al ceto medio, come avevamo chiesto. Ci impegneremo per andare oltre, alzando la soglia a 60mila euro e recuperando risorse con la sterilizzazione del beneficio sopra i 100mila. Positiva la conferma, per circa 9 miliardi, delle misure in scadenza, che dovrebbero comprendere il finanziamento della legge sulla partecipazione, da rendere strutturale e la detassazione all’1% dei premi di produttività contrattati al livello decentrato, da portare a zero, il bonus mamme e gli sgravi per chi assume. Apprezzabile l’incremento di dotazioni per la Zes unica», aggiunge la Cisl.
«Bene anche i 3,4 miliardi in più al Fondo sanitario nazionale, con una quota destinata agli stipendi dei medici di pronto soccorso, la prima linea della sanità pubblica.
Il pacchetto giovani raccoglie nostre sollecitazioni, anche nel diritto all’abitare, e ci auguriamo che diventi strutturale, perché chi entra nel lavoro ha bisogno di certezze. Vanno nella giusta direzione il rafforzamento dei congedi parentali, soprattutto per le famiglie con più figli, e il sostegno alle imprese energivore.
Giusto chiamare a contribuire banche, assicurazioni, imprese energetiche e giochi: è la strada del contributo di solidarietà sui superprofitti che abbiamo indicato, da estendere alle multinazionali del digitale.
Non condividiamo invece la soglia del forfettario portata a 100mila euro, che a parità di reddito allarga la distanza tra autonomi da una parte, lavoratori dipendenti e pensionati dall’altra. L’esenzione permanente dal bollo auto, poi, non deve tradursi in minori risorse per Regioni ed enti locali, cioè in meno servizi ai cittadini», afferma nella nota la Cisl.
«Sulla previdenza, il fondo per i nuovi nati e quello per la flessibilità in uscita vanno nella giusta direzione e daranno risultati ottimali se collegati anche alla previdenza complementare dei fondi negoziali. Restano aperte la rivalutazione delle pensioni e il superamento dei vincoli di Opzione donna.
Nel passaggio parlamentare lavoreremo con tutti i gruppi per migliorare il testo, a partire dalla detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. Nessuna manovra, però, può sciogliere da sola i nodi del Paese: salari, produttività, formazione e welfare chiedono riforme e investimenti di lungo respiro. È la strada dell’accordo sociale per cui la Cisl si sta mobilitando dal basso con la campagna “Il Patto che unisce”, che nelle prossime settimane porterà in piazza lavoratori e pensionati con tre grandi manifestazioni a Genova, Gioia Tauro e Roma», conclude la Confederazione di via Po.











