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Sanità. Fumarola: «Servono più assunzioni, rinnovi contrattuali e una forte contrattazione sociale per i territori»

9 Ottobre 2026 | In Evidenza

Sanità. Fumarola: «Servono più assunzioni, rinnovi contrattuali e una forte contrattazione sociale per i territori»

9 Ottobre 2026 | In Evidenza

«La contrattazione sociale per noi è la terza gamba del nostro ruolo: accanto alla contrattazione nazionale e a quella decentrata, c’è quella sociale, che spesso non viene considerata ma rappresenta un’ulteriore risposta che diamo non solo alle persone che rappresentiamo, ma anche alle famiglie e alle comunità». Lo ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Milano alla Biennale dell’Economia Cooperativa di Legacoop.

«Abbiamo sottoscritto 740 accordi con circa 1.600 Comuni, che hanno interessato circa 18 milioni di persone. È un’azione concreta che abbiamo realizzato attraverso le nostre strutture, contrattando con le Asl, con i Comuni e con tutti i soggetti che sul territorio si occupano di queste questioni, per ottenere condizioni migliorative rispetto a quelle esistenti».

Per Fumarola, «la qualità della cura si sposa inevitabilmente con la qualità di chi la cura la offre, e quindi dei lavoratori e delle lavoratrici. Abbiamo circa 300 mila lavoratori e lavoratrici senza contratto da otto anni nel privato accreditato e da dieci anni nelle Rsa. Sono persone che svolgono un lavoro particolarmente delicato e che evidentemente non sono soddisfatte sul piano delle tutele e dei diritti».

«Bisogna agire per dare una risposta compiuta a queste persone. Noi ci siamo rivolti più volte al Governo e abbiamo organizzato anche manifestazioni. La qualità dell’assistenza non può prescindere dal riconoscimento del lavoro, dei diritti e della dignità di chi opera in questi settori».

La leader della Cisl ha quindi ribadito la necessità di proseguire sulla strada del confronto e della contrattazione. «L’azione contrattuale è tutta nostra e vogliamo continuare a portarla avanti. Abbiamo sottoscritto tutti i contratti del settore pubblico, compresi quelli della sanità, anche sentendoci dire che stavamo sbagliando e svendendo la contrattazione. In realtà abbiamo fatto il meglio che in questo momento era possibile realizzare».

In vista della prossima manovra economica, Fumarola ha rilanciato le richieste del sindacato per rafforzare il sistema di welfare e garantire risposte adeguate ai bisogni delle persone più fragili. «Continuiamo a chiedere che il Fondo per la non autosufficienza venga ulteriormente rimpinguato e che ci sia un’attenzione particolare alla sanità. È vero che ci sono più risorse, ma dobbiamo anche esigere dalle Regioni che vengano spese in maniera appropriata».

«Noi della Cisl diciamo che non vogliamo un ospedale sotto casa di ognuno, ma vogliamo che la risposta sia appropriata rispetto alle esigenze che quei territori e quelle città manifestano».

Un altro nodo fondamentale riguarda il personale. «Abbiamo bisogno di un piano assunzionale perché, senza personale adeguato, molti medici e molti infermieri vanno via. Vanno via perché le condizioni di lavoro sono talmente pesanti che le persone non ce la fanno a sostenerle. E siccome questi lavoratori e queste lavoratrici hanno a che fare con la vita di altre persone, penso che anche l’esercizio della propria responsabilità li porti a dire: è meglio andare da un’altra parte, dove le condizioni di lavoro sono decisamente migliori».

Per la segretaria generale della Cisl occorre quindi agire contemporaneamente su più fronti: «Risorse, incremento del personale e ulteriori risorse per chiudere i contratti. Abbiamo vissuto una stagione contrattuale abbastanza importante, ma ne abbiamo un’altra davanti che dobbiamo assolutamente rispettare. Il tema dei salari è trasversale e riguarda tutti i settori: dobbiamo occuparcene».

In conclusione, Fumarola ha richiamato il valore del confronto unitario tra organizzazioni sindacali e rappresentanze imprenditoriali, indicando nel metodo della concertazione un riferimento anche per il sistema Paese.

«Vorrei valorizzare il lavoro che stiamo facendo con le 14 associazioni d’impresa attraverso un tavolo unitario. Vorrei recuperare soprattutto il modello e il metodo: ci siamo messi insieme, Cgil, Cisl, Uil e le 14 associazioni, per raggiungere un obiettivo, che è l’accordo. Ma questo accordo non è qualcosa che dobbiamo spendere soltanto nella fase contingente. Per noi della Cisl rappresenta anche un modello da mettere a disposizione del Paese, della politica e dello stesso Governo, perché soltanto insieme si possono risolvere i problemi» ha concluso la leader Cisl.

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