«I dati pubblicati oggi dall’Osservatorio statistico dell’INPS confermano in ambito pensionistico le note differenze di genere e territoriali». E’ quanto sottolinea la Cisl in una nota.
« In media le donne hanno pensioni inferiori del 33%rispetto agli uomini e al Sud gli importi pensionistici sono ben al di sotto del valore medio nazionale. Si tratta di andamenti sostanzialmente invariati da anni che riflettono le criticità dello sviluppo economico e dell’occupazione nel nostro Paese rispetto alle quali fino ad ora non si è riusciti a invertire in modo significativo la rotta», aggiunge la Confederazione di Via Po. «Per rafforzare le pensioni bisogna rendere più robusto il nostro sistema economico e il mercato del lavoro. Il 53% delle pensioni è inferiore a 1.000 euro e se si guarda al reddito pensionistico complessivo per effetto della sommatoria di più trattamenti, risultano al di sotto dei 1000 euro il 27 5% dei pensionati, cioè oltre un quarto dei beneficiari. Oggi, con l’incremento del costo della vita e delle bollette, con 1.000 euro non si vive. Forse si sopravvive. I pensionati pagano oltre 57 miliardi di IRPEF. È importante che venga assicurata la piena rivalutazione delle pensioni al costo della vita dando continuità al sistema della perequazione a scaglioni in vigore che rappresenta per la Cisl un criterio equo di applicare la rivalutazione, avendo sempre una particolare attenzione ai pensionati più fragili», conclude la Cisl.










