“Con il trilogo della prossima settimana la discussione attorno alla riforma della PAC, Politica agricola comune, giungerà alle sue battute finali. Sarebbe un grave errore considerare la PAC soltanto uno strumento di politica economica, slegato dalla sostenibilità sociale. Per questo sarà fondamentale che tutto il Governo italiano e in particolare il Ministro Patuanelli, che già si è più volte espresso a favore, sostengano l’approvazione della clausola della condizionalità sociale, portando dalla parte di questo principio anche i ministri e i deputati che mostrano ancora resistenze”.
Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl il Segretario Generale Onofrio Rota, che aggiunge:
“Ha ragione Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D nella commissione agricoltura del Parlamento Europeo, quando afferma che per la prima volta avremmo un link in Italia tra l’Inps e la PAC, cioè tra il rispetto delle norme sul lavoro e gli aiuti. Consideriamo positivamente da questo punto di vista anche l’approccio di Coldiretti, che scrivendo ai parlamentari ha sottolineato come sia necessaria la clausola della condizionalità sociale affinché il tema delle regole e della legalità assumano una centralità inedita non solo nei confini nazionali ma anche attraverso meccanismi di riallineamento europei e internazionali”.
“Una posizione – conclude Rota – ampiamente sostenuta da tutte le sigle sindacali affiliate all’Effat, il sindacato agroalimentare europeo, e da oltre 300 organizzazioni, associazioni ambientaliste e del volontariato, personalità e accademici. Serve veramente uno sforzo comune per fare in modo che i finanziamenti non cadano a pioggia, ma siano vincolati al rispetto dei diritti e all’applicazione dei contratti. La politica europea ha un’opportunità unica per dare agli Stati membri uno strumento in più a sostegno del lavoro dignitoso in agricoltura”.
Agroalimentare. PAC, Rota (Fai Cisl): “Bene Coldiretti su condizionalità sociale, politica europea sostenga il lavoro agricolo dignitoso”
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