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Sardegna. Blue Economy e nautica: la regione può diventare uno dei principali poli del Mediterraneo

7 Luglio 2026 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. Blue Economy e nautica: la regione può diventare uno dei principali poli del Mediterraneo

7 Luglio 2026 | Dai Territori > Sardegna

La Sardegna possiede tutte le condizioni per affermarsi come uno dei principali hub del Mediterraneo per la nautica, la cantieristica e l’economia del mare. Un patrimonio naturale, produttivo e infrastrutturale che oggi rappresenta una delle maggiori opportunità di sviluppo economico e occupazionale per l’Isola.

I dati del progetto Interreg BE-STREAM POWER confermano la rilevanza del comparto: il valore globale è di oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno, 250 miliardi € di valore aggiunto in UE ed una crescita attesa del +5 -7% annuo. Decine di milioni di occupati nel mondo (OCSE), 4,8 milioni di occupati in Europa di cui oltre 1 milione in Italia.

Se si considera l’intera Blue Economy, il sistema regionale in Sardegna produce un valore stimato di oltre 2,4 miliardi di euro e un’incidenza di circa l’8% dell’economia regionale, con oltre 30.000 occupati direttamente riconducibili alla cantieristica e ai servizi specializzati.

L’Isola dispone inoltre di una delle più importanti reti portuali italiane dedicate al diporto, con oltre 18.000 posti barca censiti e una forte concentrazione nella Gallura, dove si sviluppa una parte significativa della filiera nazionale dei maxi yacht (oltre il 60% dei posti barca) e dei servizi ad alto valore aggiunto. Il potenziale economico complessivo della nautica regionale da diporto viene oggi stimato in oltre 400 milioni di euro, collocando la Sardegna tra le realtà più importanti del Paese. La filiera della costruzione, riparazione e dei servizi nautici conta oltre 1.600 imprese.

Per la CISL Sarda questi numeri dimostrano come la nautica non rappresenti soltanto un segmento del turismo, ma una vera filiera industriale capace di generare occupazione qualificata, innovazione tecnologica, internazionalizzazione e sviluppo dei territori.

«La vera sfida non è più soltanto quella di attrarre investimenti o aumentare il numero degli approdi. Il punto decisivo è costruire le competenze necessarie per sostenere la crescita di un settore che continua ad espandersi e che oggi fatica a reperire professionalità adeguate», dichiara il Segretario regionale CISL Sardegna Mirko Idili.

Secondo la CISL, le imprese segnalano sempre più frequentemente la difficoltà nel trovare saldatori, tecnici della vetroresina, elettricisti e meccanici navali, impiantisti, operatori del refit, specialisti dell’elettronica di bordo, progettisti e figure manageriali capaci di accompagnare i processi di innovazione e transizione digitale.

«Quando le imprese non riescono a trovare le competenze di cui hanno bisogno il rischio è quello di rallentare gli investimenti, perdere commesse e limitare la capacità competitiva dell’intera filiera. Per questo la formazione professionale deve diventare sempre più una vera politica industriale regionale.», prosegue Idili.

Per il sindacato è necessario rafforzare il collegamento tra sistema produttivo, formazione professionale, ITS Academy, Università e servizi pubblici per il lavoro, costruendo un sistema permanente di sviluppo delle competenze che accompagni l’evoluzione del comparto anche attraverso la sperimentazione di nuovi modelli tra cui le Academy aziendali e le Academy di filiera.

In questo quadro, la CISL Sardegna valuta con interesse il percorso promosso da ASPAL nell’ambito dei programmi di cooperazione europea Interreg finalizzato ad analizzare i fabbisogni professionali della Blue Economy.

«Apprezziamo il metodo adottato perché mette al centro il confronto con le imprese, le parti sociali, il sistema universitario e gli stakeholder del territorio. È un approccio partecipativo che può contribuire a costruire strumenti formativi realmente aderenti alle esigenze del mercato del lavoro. Ora è importante che questa esperienza trovi continuità e si traduca in interventi strutturali per tutto il sistema regionale.», sottolinea il Segretario Regionale della Cisl.

Per la CISL Sardegna la Blue Economy deve diventare una delle priorità delle politiche regionali per lo sviluppo, valorizzando la formazione professionale come leva strategica per la crescita.

«L’Isola dispone di un patrimonio unico nel Mediterraneo. Dobbiamo creare le condizioni affinché questo patrimonio generi lavoro stabile, occupazione qualificata e nuove opportunità per i giovani. Investire sulle competenze significa rendere più competitive le imprese, trattenere i talenti e costruire uno sviluppo sostenibile capace di rafforzare l’intera economia dell’Isola. La nautica può diventare uno dei grandi motori della Sardegna dei prossimi decenni e la formazione sarà la chiave per trasformare questo potenziale in realtà.», conclude Idili.

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