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Metalmeccanici. Cogne Acciai Speciali, Fim Cisl: bene il confronto, il Governo intervenga su energia e dazi

29 Settembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Metalmeccanici. Cogne Acciai Speciali, Fim Cisl: bene il confronto, il Governo intervenga su energia e dazi

29 Settembre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Si è svolto oggi al MIMIT l’incontro per la presentazione del nuovo piano industriale della Cogne Acciai Speciali. Durante il tavolo, l’azienda ha illustrato le criticità di un settore siderurgico che sconta problematiche ormai note in primis, i dazi imposti dagli Stati Uniti e in secondo luogo la zavorra dei costi dell’energia, componente essenziale per garantire la continuità e la tenuta competitiva dell’azienda.

Come Fim Cisl, apprezziamo il metodo e la trasparenza con cui l’azienda ha presentato il piano, senza nascondere i rischi che potrebbero verificarsi qualora non vengano messe in campo, a livello di sistema Paese, quelle “condizioni abilitanti” indispensabili per accompagnare la transizione del settore siderurgico.

Giudichiamo molto positivamente lo stato delle relazioni industriali: il percorso per il rinnovo dell’accordo di secondo livello sta procedendo in modo costruttivo e nei tempi che ci eravamo prefissati. È fondamentale, inoltre, che il sistema di welfare aziendale – che storicamente rende la Cogne una parte integrante e vitale del territorio valdostano – rimanga un asse portante del piano, con chiari obiettivi di ulteriore implementazione e miglioramento.

Come Sindacato continueremo a monitorare il percorso con la massima attenzione. Saranno necessari ulteriori incontri per approfondire nel dettaglio i numerosi aspetti del piano industriale. In particolare, bisogna fare piena luce sul futuro produttivo dello stabilimento: ci aspettiamo che dalla casa madre di Taiwan arrivino obiettivi chiari e garanzie per il sito di Aosta, sia in termini di tipologia di prodotto che di volumi e quantità.

La Cogne Acciai Speciali di Aosta rappresenta un’eccellenza assoluta nella produzione di acciaio. Per questo chiediamo con forza che il Governo e lo Stato facciano il possibile, attraverso politiche industriali mirate, per tutelare questo patrimonio, garantendo la continuità produttiva e salvaguardando quell’alta qualità che fino ad oggi ha premiato l’azienda e le straordinarie professionalità dei lavoratori.Rimaniamo in attesa della prossima fase di confronto, prevista entro la fine del 2026, per entrare nel dettaglio degli investimenti industriali, del rinnovamento delle linee e delle strategie per la finalizzazione a valle della produzione a caldo.

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