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Agroalimentare. PAC, Fai-Flai-Uila in piazza a Bruxelles il 3 novembre

26 Ottobre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Agroalimentare. PAC, Fai-Flai-Uila in piazza a Bruxelles il 3 novembre

26 Ottobre 2026 | Categorie ed Enti CISL

Su iniziativa del governo italiano, Italia e Spagna hanno scritto una lettera congiunta alla Presidenza di turno irlandese del Consiglio dell’Unione e ai governi dei Paesi europei per sensibilizzarli affinché, nella riunione di domani 27 ottobre, il Consiglio dei ministri dell’Unione confermi, nell’ambito del confronto in atto sulla riforma della Politica agricola comune 2028-2034, il principio della condizionalità sociale degli aiuti comunitari al rispetto di quanto previsto dalle leggi e dai contratti di lavoro in materia di sicurezza e di trasparenza delle condizioni di lavoro.

Fai, Flai e Uila ringraziano il ministro Francesco Lollobrigida per l’iniziativa assunta e per il sostegno che questa iniziativa potrà dare alla grande mobilitazione che il sindacato europeo sta mettendo in campo nei confronti dei governi nazionali e del Parlamento europeo per difendere il principio della condizionalità sociale, introdotto nel 2021.

Nell’ambito di questa mobilitazione, una folta rappresentanza di Fai, Flai e Uila parteciperà, il 3 novembre a Bruxelles presso la sede del Parlamento, alla manifestazione indetta dall’Effat per difendere la norma sulla condizionalità sociale della Politica agricola comune (Pac).

La condizionalità sociale della Pac è una rivendicazione storica del sindacato confederale italiano che è stata introdotta nella Pac nel 2021, grazie all’azione condotta insieme all’Effat e al Parlamento europeo.

La norma, oltre a esprimere un principio etico chiaro e totalmente condivisibile, introduce un meccanismo vincolante che subordina il mantenimento di determinati aiuti agricoli al rispetto di specifici obblighi a tutela dei lavoratori. Il messaggio è semplice: chi non rispetta i diritti del lavoro non merita un premio! Per questo la normativa prevede una riduzione, fino all’esclusione totale, dei premi Pac per quelle aziende che violano alcune direttive europee in materia di sicurezza sul lavoro e di trasparenza delle condizioni di lavoro.

L’Italia è stata tra i primi Paesi a recepire la condizionalità sociale già dal 2023 e, grazie alla pressione esercitata dal sindacato sul governo, le norme attuative della sua applicazione sono considerate tra le più avanzate in Europa.

La riforma della Pac 2028-2034, presentata dalla Commissione europea lo scorso anno, è ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio. Diversi governi e forze politiche vorrebbero cancellare o indebolire questa norma, adducendo motivazioni sostanzialmente false, come ad esempio il possibile aggravio di incombenze burocratiche a carico delle imprese dei beneficiari; aggravio inesistente in quanto l’azienda non deve produrre nessun documento o certificazione ma, semplicemente, applicare correttamente la legge e rispettare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori previsti nella normativa europea.

L’Europa non può fare a meno della condizionalità sociale, una norma il cui rispetto deve valere, anche a livello internazionale, negli accordi commerciali con i Paesi terzi che devono fondarsi sul principio della piena reciprocità, garantendo che prodotti e imprese che accedono al mercato europeo rispettino i medesimi standard sociali, ambientali e di tutela dei diritti del lavoro richiesti alle nostre imprese.

Con la manifestazione del 3 novembre, Fai, Flai e Uila, insieme all’Effat, si rivolgono a tutte le forze politiche presenti nel Parlamento europeo, in particolare agli eurodeputati italiani componenti della Commissione agricoltura (Comagri) affinché il principio etico della condizionalità sociale venga difeso a tutela degli oltre 12 milioni di lavoratori agricoli europei.

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