Roma, 8 febbraio 2016. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 2 febbraio 2016 il DL 4/12/2015, n. 191, convertito con la legge 1/2/2016, n. 13, recante: “Disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del Gruppo ILVA”. Il decreto è un ulteriore intervento del legislatore rispetto al gruppo ILVA, per favorire una sua cessione e regolare altre situazioni come quelle delle imprese dell’indotto e dell’impianto di Genova Cornigliano. Si tratta per la Cisl di un decreto necessario a completare il processo di vendita dell’ILVA ai privati, che consente la ripresa del processo di ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto e assicura le risorse necessarie al proseguimento delle attività produttive. Ma è chiaro che le prospettive degli stabilimenti e dell’occupazione sono ancora tutte da conquistare e su questo sono decisive le scelte del Governo ed è necessario un ruolo propositivo ed attivo del contesto locale e anche del sindacato.
Il DL è sostanzialmente composto da un solo articolo titolato “Accelerazione procedimento di cessione e disposizioni finanziarie” contenente diversi commi. Per la cessione, a trattativa privata, viene stabilito il termine del 30 giugno 2016, e viene inserito tra i parametri della scelta anche il criterio “dei profili di tutele ambientale” oltre la “garanzia di adeguati livelli occupazionali”. Vengono poi garantiti due prestiti pari a 300 milioni di euro per le spese correnti durante questa fase di transizione e di 800 milioni per l’attuazione del piano di tutela ambientale e sanitaria. Per i lavoratori dello stabilimento ILVA di Genova Cornigliano, inseriti in contratti di solidarietà prima della entrata in vigore del DLGS 14/9/15, n. 148, “continua ad applicarsi, non oltre il 30 settembre 2016 e nel limite di spesa di 1,7 milioni di euro per tale anno, l’aumento del 10 per cento della retribuzione persa a seguito di riduzione di orario”. Viene prorogato al 30 giugno 2017 il termine del Piano di risanamento dell’impianto di Taranto. Per le imprese dell’indotto, l’accesso al Fondo di garanzia, che ha sempre un limite di 35 milioni, viene garantito nella misura in cui dimostrino di avere un fatturato costituito, “per almeno due esercizi, anche non consecutivi, successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010, per almeno il 50 per cento del relativo importo, da servizi, lavori e forniture resi ai complessi aziendali della società ILVA S.p.a.”
Decreto Ilva, un provvedimento necessario ma le prospettive degli stabilimenti e dell’occupazione sono ancora tutte da conquistare
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