«L’approvazione del Piano d’azione nazionale dell’economia sociale da parte del Governo è un ulteriore passo verso quell’obiettivo, che la Cisl sostiene da tempo, di riconoscimento del valore dei corpi intermedi per lo sviluppo del Paese e di promozione di un’economia a misura di persona». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Sauro Rossi.
«La fitta e ricca rete di realtà associative, cooperativistiche e di enti del terzo settore infatti rappresenta un capitale economico, relazionale ed umano su cui investire per far crescere la coesione nelle comunità, promuovere il benessere e l’occupazione, prevenire l’esclusione e il disagio.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario che il variegato mondo dell’economia sociale sia sostenuto adeguatamente valorizzandone i suoi connotati distintivi e qualificanti rispetto agli altri soggetti economici: l’orientamento esclusivo all’interesse generale; il modello di governance partecipato e democratico; la valorizzazione dei lavoratori attraverso la garanzia delle tutele contrattuali e la promozione della qualità dell’occupazione e quindi dei servizi e degli interventi erogati.
Sfide impegnative si aprono ora con l’attuazione del Piano strategico, che sarà tanto più di impatto culturale, politico, economico e sociale quanto maggiore sarà la capacità di inserire le sue azioni in un quadro più ampio di governo delle profonde e complesse transizioni in atto coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e le parti sociali, già coinvolti nella fase di consultazione preventiva del Piano», conclude Rossi.







