La Fim CISL Romagna e CISL Romagna esprimono fortissima preoccupazione per il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un drastico ridimensionamento dei livelli occupazionali nelle altre unità produttive italiane, compresa quella di Forlì.
Secondo le prime stime, il piano comporterebbe circa 1.700 esuberi a livello nazionale, pari a quasi il 40% dell’attuale forza lavoro del gruppo in Italia. Per lo stabilimento di viale Bologna a Forlì si prospettano circa 400 esuberi, con il rischio concreto di un dimezzamento dell’organico.
“Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia occupazionale e industriale che colpisce il nostro territorio e l’intero settore metalmeccanico nazionale. Una situazione inaccettabile che rischia di avere conseguenze pesantissime su centinaia di famiglie e sull’intero tessuto economico e sociale della Romagna”, dichiarano il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli e il Segretario Fim CISL Romagna Giacomo Gasperoni.
La situazione richiama inevitabilmente quanto avvenuto durante la crisi Electrolux del 2013-2014, quando migliaia di lavoratrici e lavoratori furono coinvolti in una pesante ristrutturazione industriale. In quella fase furono chiesti enormi sacrifici ai dipendenti, tra aumento dei ritmi di lavoro, maggiore flessibilità e continue incertezze sul futuro occupazionale. Le mobilitazioni sindacali e la risposta dei territori riuscirono ad arginare gli effetti peggiori della crisi, ma non furono sufficienti a fermare il progressivo ridimensionamento industriale del settore degli elettrodomestici nel nostro Paese.
“Oggi il rischio di rivivere quella stagione è concreto. Non possiamo continuare ad accettare che alle multinazionali vengano concessi fondi pubblici e agevolazioni senza garanzie precise e vincolanti sul mantenimento dell’occupazione e della produzione in Italia. Electrolux deve assumersi la responsabilità di mantenere i siti produttivi italiani, salvaguardare i posti di lavoro e investire seriamente nel rilancio industriale del settore”.
Per la Fim CISL Romagna e CISL Romagna è indispensabile aprire immediatamente un confronto nazionale che coinvolga Governo, Regioni, enti locali e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di costruire una vera strategia industriale per il comparto degli elettrodomestici, puntando su innovazione, qualità, sostenibilità e tutela del lavoro.
“In questo difficile momento serve che tutte le istituzioni si attivino concretamente per contrastare il processo di deindustrializzazione che sta colpendo il nostro territorio romagnolo e l’intero Paese. Il Governo deve assumere un ruolo attivo, anche a livello europeo, perché senza industria non ci sono occupazione stabile, sviluppo e futuro per le nostre comunità”.
La Fim CISL Romagna e CISL Romagna annunciano fin da ora che sosterranno tutte le iniziative e le mobilitazioni necessarie a difesa dell’occupazione, del lavoro e del futuro industriale del territorio.






