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Puglia. «Emergenza caldo, salute dei lavoratori priorità assoluta». I sindacati chiedono il rispetto delle ordinanze anticaldo e di tutte le misure a tutela della salute dei lavoratori

1 Luglio 2026 | Dai Territori > Puglia

Puglia. «Emergenza caldo, salute dei lavoratori priorità assoluta». I sindacati chiedono il rispetto delle ordinanze anticaldo e di tutte le misure a tutela della salute dei lavoratori

1 Luglio 2026 | Dai Territori > Puglia

“Dietro ogni cantiere ci sono lavoratori, dietro ogni scadenza ci sono persone. Uomini e donne che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con professionalità e senso di responsabilità, spesso in condizioni particolarmente gravose. Per questo, di fronte all’emergenza-caldo che sta interessando il nostro territorio e l’intero Paese, ribadiamo che la tutela della salute e della vita dei lavoratori è la sola priorità”. Lo dichiarano i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Lecce, Salvatore Listinge, Antonio Delle Noci e Luca Toma. I sindacati intervengono sul tema delle alte temperature che stanno mettendo a dura prova migliaia di lavoratori impegnati nei cantieri edili e nelle attività all’aperto.

Le temperature estreme registrate negli ultimi giorni espongono i lavoratori a rischi concreti e sempre più frequenti. Colpi di calore, disidratazione, malori improvvisi e conseguenze anche gravi per la salute non vanno considerati eventi eccezionali. Nonostante l’impegno delle imprese e dei lavoratori, non sempre è possibile garantire condizioni di sicurezza pienamente adeguate nelle ore più critiche della giornata. Per i sindacalisti è necessario assumere decisioni tempestive e responsabili: “Quando il caldo raggiunge livelli tali da compromettere la sicurezza delle persone, fermare i cantieri non deve essere visto come un ostacolo alla produttività, ma piuttosto come una scelta di civiltà e responsabilità. Nessuna opera, consegna o scadenza vale più della salute e della vita di un lavoratore”, spiegano.

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Lecce chiedono controlli costanti che assicurino il rigoroso rispetto di tutte le disposizioni emanate per fronteggiare l’emergenza climatica. Allo stesso tempo evidenziano come anche i settori esclusi dall’applicazione delle ordinanze debbano essere attentamente monitorati per garantire piene condizioni di sicurezza anche ai lavoratori impiegati in tali ambiti. In particolare, nei servizi e nelle attività di pubblica utilità, dove spesso non è possibile interrompere completamente le lavorazioni o modificare l’organizzazione del lavoro. Spesso sono proprio i lavori nei cantieri stradali (come i lavori per il Pnrr, sulla MaglieLeuca o sulla Lecce-Brindisi), nelle reti idriche, elettriche e nei servizi essenziali ad esporre i lavoratori a condizioni climatiche ostili: “La legittima necessità di perseguire finalità di pubblica utilità non deve mai mettere a rischio l’incolumità di chi lavora. Davanti alla oggettiva impossibilità di garantire misure adeguate di contenimento dei rischi, occorre prendere in considerazione tutte le misure necessarie, senza che le scadenze o il rischio delle penali in caso di ritardi impediscano anche alle aziende di sospendere o riorganizzare i lavori”, dicono i sindacalisti. “È necessario prevedere ulteriori misure di prevenzione e protezione, valutando caso per caso le condizioni operative e adottando ogni intervento utile a salvaguardare la salute dei lavoratori: dalla rimodulazione degli orari alle pause aggiuntive, dalla disponibilità costante di acqua e zone d’ombra fino al rafforzamento delle attività di controllo e monitoraggio. Laddove questo non fosse sufficiente contiamo sul senso di responsabilità e sulla sensibilità delle stazioni appaltanti per garantire la piena difesa della salute umana”.

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