Un robusto stanziamento di 700mila euro per costituire un Fondo di garanzia gestito dall’Agenzia sociale per la casa e il recupero di un ex asilo nido in via Tarso che si trasformerà in un edificio Erp, da trasformare in 15 mini appartamenti popolari per persone sole, a partire dagli anziani. Sono queste le prime risposte concrete annunciate dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Andrea Tobia Zevi, in risposta alle pressanti richieste della Cisl di Roma e del Sicet Cisl Roma.
L’annuncio è arrivato durante il convegno “Roma da abitare: tra emergenza, disuguaglianze e politiche pubbliche”, svoltosi questa mattina nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Un appuntamento che ha segnato un importante momento di verifica sul Piano straordinario dell’Abitare a Roma.
L’intervento di recupero dell’ex immobile pubblico punta a risolvere un paradosso burocratico: molti anziani soli, pur essendo ai primi posti nelle graduatorie ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), non riescono ad accedere agli alloggi disponibili perché troppo grandi per le loro esigenze.
Ma la Cisl guarda oltre e rilancia con nuove proposte mirate a contrastare le disuguaglianze di genere e i salari più bassi delle lavoratrici (che subiscono un gap salariale medico del 25% rispetto agli uomini):
“Sarebbe un segnale di attenzione importante introdurre una misura ulteriore di sostegno economico abitativo, dedicato in via esclusiva alle donne sole e donne con figli con un reddito fino a 30mila euro. Questa sarebbe una vera politica di inclusione” ha proposto Rosita Pelecca, segretaria generale della Cisl di Roma.
Il sindacato ha inoltre acceso i riflettori sulla drammatica situazione della cosiddetta ‘fascia grigia’, ovvero quel segmento di population che ha redditi troppo bassi per il mercato privato ma alti per accedere alle case popolari. Una vera e propria terra di nessuno in cui si consuma una delle fratture sociali più evidenti della città, a conferma che il lavoro, da solo, non è più garanzia di sicurezza economica.
“Il tema della casa non è più una questione marginale o assistenziale, ma rappresenta una delle grandi sfide democratiche, sociali ed economiche di Roma – ha sottolineato la segretaria generale Pelecca -. Parlare di abitare significa parlare di lavoro, dignità e futuro. La Capitale vive una crisi profonda causata da speculazioni immobiliari, aumento incontrollato degli affitti e precarizzazione dei redditi. Il rilancio della città passa da una coesione sociale reale, non da cartolina”.
Nonostante ciò, Roma rappresenta un caso positivo e in controtendenza rispetto al resto d’Italia dove il patrimonio pubblico è stato progressivamente dismesso, mentre nella Capitale l’amministrazione ha ripreso ad acquistare alloggi pubblici. Nonostante questo, l’emergenza resta un dramma quotidiano per migliaia di famiglie, giovani precari, studenti fuori sede e pensionati.
Ecco perché, “accanto alle misure oggi annunciate, occorre aumentare radicalmente l’offerta di edilizia pubblica e sociale – ha aggiunto Paolo Rigucci, segretario generale Sicet Cisl Roma -. Bisogna sostenere con forza l’housing sociale, regolamentando con trasparenza i rapporti con i costruttori, porre un freno al fenomeno degli affitti brevi e costruire politiche integrate territoriali partendo dalle periferie e dalle aree più fragili”.
Per fare fronte a questa crisi multidimensionale, la Cisl di Roma chiede quindi un cambio di passo nelle relazioni con l’amministrazione tramite l’istituzione di un tavolo permanente sul welfare costituito tra le parti sociali e il Campidoglio, dove la casa sia una delle priorità strategiche da affrontare. Un passo importante che darebbe così il via ad un percorso di collaborazione stabile per rimettere il benessere delle persone al centro delle priorità della Capitale.






