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Veneto. Enti statali a rischio paralisi nel Bellunese, la Cisl Fp chiede interventi urgenti

3 Luglio 2026 | Dai Territori > Veneto

Veneto. Enti statali a rischio paralisi nel Bellunese, la Cisl Fp chiede interventi urgenti

3 Luglio 2026 | Dai Territori > Veneto

La grave carenza di personale negli uffici periferici dello Stato della provincia di Belluno rischia di compromettere il regolare funzionamento dei servizi pubblici essenziali.

È l’allarme lanciato dalla Cisl Fp Belluno Treviso, che denuncia scoperture di organico comprese tra il 40 e l’80% in numerosi uffici centralizzati, tra cui Prefettura, Questura, Uffici giudiziari, Motorizzazione civile, Inps ed ex Provveditorato agli Studi.

La situazione più critica riguarda la Questura di Belluno. Oggi il personale civile registra una scopertura del 51%, ma entro la fine dell’anno, a causa dei pensionamenti previsti, il dato potrebbe salire al 68%. Su una dotazione organica di 31 dipendenti, ne resteranno infatti soltanto 10 in servizio, senza adeguato ricambio e senza il tempo necessario per trasferire competenze ed esperienza.

Non meno preoccupante il quadro della Prefettura, dove la scopertura passerà dall’attuale 62% al 64%, con appena 20 dipendenti operativi su 56 previsti.

“Siamo di fronte a una situazione che non può più essere considerata emergenziale, ma strutturale, e che rischia di portare l’intero sistema al collasso – afferma Angelo Costanza della Cisl Fp Belluno Treviso –. Gli uffici stanno continuando a garantire i servizi solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, che si trovano a svolgere mansioni equivalenti a quelle di tre persone, con carichi di lavoro insostenibili e crescenti responsabilità amministrative, in condizioni di notevole stress fisico e psicologico: il rischio di un progressivo blocco delle attività è tutt’altro che remoto”.

Proprio per affrontare questa criticità, lo scorso 17 giugno la Cisl Fp territoriale ha incontrato il questore di Belluno, ribadendo la necessità di interventi immediati da parte del ministero dell’Interno per rafforzare gli organici attraverso nuove assunzioni, concorsi e procedure di mobilità che consentano di coprire rapidamente i posti vacanti.

Per la federazione della Funzione pubblica della Cisl, sarebbe importante anche favorire il trasferimento volontario verso strutture in grave difficoltà di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche del territorio, naturalmente con il consenso degli enti interessati.

Provvedimenti necessari, ma non risolutori: il vero nodo è rendere Belluno una sede attrattiva.

Secondo la Fp, infatti, la specificità della provincia richiede risposte mirate e misure straordinarie. La conformazione montana, le distanze, lo spopolamento, la carenza di servizi, le difficoltà negli spostamenti e il costo sempre più elevato degli alloggi rendono il territorio poco appetibile per chi viene assegnato dagli altri territori. Non è un caso che molti neoassunti chiedano il trasferimento non appena ne abbiano la possibilità.

“Per questo – sottolinea Costanza – chiediamo che il ministero dell’Interno riconosca Belluno come sede disagiata, come peraltro già stabilito da ben due leggi della Regione, certificando la peculiarità di unica provincia interamente montana del Veneto.

A questo dovrebbe affiancarsi un’indennità specifica legata al disagio e all’elevata responsabilità operativa, al fine di incentivare la permanenza del personale e di garantire continuità ai servizi.

Difendere gli uffici dello Stato significa garantire ai cittadini il diritto ad avere istituzioni presenti, efficienti e vicine al territorio.

La Cisl Fp continuerà a lavorare per promuovere un dialogo costruttivo e mirato con tutti gli attori istituzionali e locali che abbiano a cuore le problematiche della comunità bellunese e delle persone che vi lavorano, cercando soluzioni concrete per superare questa crisi gravosa”.

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