Trasparenza delle decisioni, riconoscimento delle tutele e contrattazione al centro dell’approfondimento su piattaforme digitali e nuove regole europee.
“Le rivoluzioni tecnologiche possono concentrare la ricchezza nelle mani di pochi e scaricare i costi su molti: il sindacato deve riequilibrare questo rapporto, perché i benefici del progresso siano condivisi”. Lo ha affermato il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, nel corso della giornata seminariale “AI Act, rider e contratti di prossimità”, organizzato oggi dalla Fit-Cisl Lazio presso il Centro Studi FIT-CISL di via degli Anamari 20, aggiungendo che “una notifica assegna una consegna, una valutazione condiziona le opportunità di lavoro, un account disattivato può interrompere il reddito. Quando il potere di organizzare il lavoro passa attraverso un algoritmo, conoscere i criteri delle decisioni e poterle contestare diventa una questione concreta di diritti”. Per Masucci, “anche dietro l’intelligenza artificiale ci sono persone, interessi e decisioni che comportano responsabilità etiche. Conoscere i diritti e le norme che tutelano il lavoro, diffondere questa consapevolezza e lottare per una società più giusta, dunque, sono tre impegni imprescindibili per il sindacato. Le conquiste di chi ci ha preceduto hanno un valore inestimabile: abbiamo il dovere di custodirle e migliorarle. Per questo dobbiamo approfondire, formarci e condividere le buone prassi, affrontando con competenza le sfide dell’innovazione. La formazione è decisiva e possiamo contare su un patrimonio straordinario: il Centro studi Cisl di Fiesole, per noi la più bella del mondo, dove la conoscenza diventa capacità di rappresentare le persone e difenderne i diritti”.
Nel corso del seminario, tenuto dalla giurista Riccarda Lopetuso, si è esaminato il lavoro tramite piattaforme, un universo che comprende i rider ma anche attività di traduzione, servizi domestici e ripetizioni. Prestazioni diverse, accomunate dalla necessità di comprendere chi organizza il lavoro, quali margini di autonomia esistono e quali protezioni spettano a chi lo svolge. Il primo nodo affrontato è stato la qualificazione del rapporto di lavoro: distinguere tra subordinazione, autonomia ed etero-organizzazione ha conseguenze sulla retribuzione, sulle ferie, sulla malattia e sulla previdenza. L’analisi ha quindi riguardato la direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali, da recepire entro il 2 dicembre 2026. L’approfondimento si è esteso all’AI Act e alla normativa italiana sull’intelligenza artificiale. La riflessione ha riguardato inoltre la trasformazione delle mansioni, il bisogno di formazione e i costi ambientali delle infrastrutture digitali. Un passaggio specifico è stato dedicato alla contrattazione e ai contratti di prossimità.









