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Energia. Graziani: «Fondi di coesione non spesi un’opportunità, ma servono risorse europee comuni e aggiuntive»

29 Maggio 2026 | In Evidenza

Energia. Graziani: «Fondi di coesione non spesi un’opportunità, ma servono risorse europee comuni e aggiuntive»

29 Maggio 2026 | In Evidenza

«La disponibilità manifestata dal Commissario europeo Raffaele Fitto rappresenta un importante segnale di apertura da parte dell’Unione Europea rispetto a vincoli e rigidità che rischiano di ostacolare una risposta efficace all’emergenza energetica che sta coinvolgendo tutti i Paesi europei». È quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Giorgio Graziani.

«Per la CISL, la possibilità di utilizzare con maggiore flessibilità i fondi di coesione può costituire un’opportunità, a condizione che riguardi esclusivamente le tante risorse ancora inutilizzate che restano non assegnate o non impiegate dalle amministrazioni territoriali e che potrebbero essere rapidamente destinate ad affrontare una delle questioni economiche e sociali più urgenti del momento- aggiunge Graziani- Ricordiamo che la flessibilità dei fondi di coesione è già stata utilizzata durante la pandemia e quindi anche in questa occasione può rappresentare una opportunità.

Occorre però ricordare che la finalità di queste risorse resta quella di ridurre i divari economici, sociali e territoriali. Eventuali deroghe o maggiore flessibilità devono quindi avere carattere straordinario, senza snaturare il ruolo strategico della politica di coesione come leva di sviluppo e convergenza dei territori.

Diversa è la valutazione sul Just Transition Fund. Le risorse destinate all’Italia non devono essere oggetto di riallocazione, poiché sono fondamentali per sostenere la riconversione e il rilancio di due aree strategiche per il futuro industriale del Paese, come Taranto e il Sulcis. Intervenire su questi fondi significherebbe indebolire percorsi di sviluppo e transizione già individuati come prioritari»,aggiunge ancora Graziani.

»L’utilizzo dei fondi strutturali può certamente contribuire a rafforzare nel medio periodo l’autonomia energetica nazionale attraverso investimenti mirati. Tuttavia, per affrontare l’emergenza nell’immediato servono risorse europee comuni e aggiuntive, capaci di ridurre i costi che gravano su famiglie e imprese, in particolare sul sistema industriale, evitando nuove pressioni inflazionistiche e un ulteriore aggravamento delle disuguaglianze e delle fragilità sociali.

L’Italia ha bisogno di rilanciare investimenti, crescita, occupazione e coesione sociale attraverso un impegno condiviso tra Governo, istituzioni, imprese e parti sociali. È questa la strada indicata dal Patto della responsabilità promosso dalla CISL, oggi più che mai necessario per sostenere lo sviluppo del Paese e accompagnare una transizione giusta, sostenibile e inclusiva», conclude il sindacalista Cisl.

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