Roma, 21 aprile 2017. “Mazzoncini non ci convince quando immagina riorganizzazioni di Trenitalia che potrebbero compromettere tutto quanto di buono è stato fatto fino a oggi e che ha consentito e consentirà di distribuire dividendi all’azionista di riferimento”, così dichiara la Fit-Cisl. “Anche se – spiega la Fit-Cisl – siamo soddisfatti relativamente la previsione di utili fatta dall’Amministratore delegato, ci dispiace che nelle sue dichiarazioni non ritenga di doverne dare merito anche ai ferrovieri e ai recenti contratti appena rinnovati, che hanno consentito di migliorare la produttività e la qualità dei servizi offerti dal Gruppo”. “Quanto alle privatizzazioni – prosegue la Fit-Cisl – dal 1999 non si contano i fiaschi clamorosi: aziende un tempo floride e assi portanti dell’economia nazionale che, una volta cedute in toto o in parte, hanno perso competitivtà e distrutto posti di lavoro e ricchezza. E’ proprio sulla base delle esperienze che si sono consumate nel nostro Paese in questi ultimi anni che la teoria di Mazzoncini di quotare parte di Trenitalia non ci convince. Fin dalla presentazione del Piano Industriale abbiamo manifestato la nostra contrarietà rispetto a una privatizzazione, seppur parziale, di Fs della quale non si comprendono tuttora le finalità e gli eventuali benefici per il Paese. Soprattutto perché ipotizzata nel momento in cui i sacrifici fatti dai dipendenti del Gruppo negli anni passati cominciano a dare buoni frutti. Viene quasi da pensare che l’Amministratore delegato stia cercando soltanto una reazione di contrarietà più incisiva e più eclatante da parte dei ferrovieri, atteso che nel dibattito nazionale da più versanti politici si cominciano a registrare forti, motivati e giusti ripensamenti rispetto alle ipotesi di cessione di quote di società del gruppo Fs”.
Fs. Fit Cisl: “Sulla riorganizzazione del trasporto su ferro Mazzoncini non ci convince”
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