Utilizzo Fondi Europei per contrastare la crisi COVID-19: modifica dei regolamenti Fondi Strutturali e d’Investimento Europei

Il regolamento che rende più elastico l’utilizzo dei Fondi europei (Reg (UE)2020/460) per fronteggiare il coronavirus è stato approvato ed è attivo dal 1° aprile2020. Esso consiste in una modifica del regolamento comune dei Fondi strutturali e d’investimento europei (Reg (UE) 1301/2013) dei regolamenti relativi al FESR-Fondo europeo di sviluppo regionale (Reg.(UE)1303/2013) ed al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Reg.(UE)508/2014).
 
Quindi ad oggi non viene modificato il regolamento del Fondo Sociale Europeo. 
La Commissione Europea, non ha ritenuto necessaria tale modifica, pur ampliando le possibilità d’impiego del FSE che sarà destinato a nuovi utilizzi e le più ampie possibilità di spesa sono quelle indicate nel documento Questions and Answers della Direzione Generale per l’occupazione.
Le informazioni vi sono state già inviate in allegato alla nostra circolare N°ESAT2025/GT/lt del 31 marzo 2020. 
Le ulteriori modifiche proposte dagli Stati potrebbero essere elaborate successivamente.
 
Le regole qui descritte valgono per tutti i fondi citati, incluso il FSE:
 
   1 la rendicontazione dei fondi non mantiene le scadenze abituali, ma viene rimandata a fine periodo, ed è semplificata;
   2 le modifiche di destinazione delle risorse (8% tra priorità e fino al 4% dei programmi) possono essere apportate senza inviare i programmi a Bruxelles per  l’approvazione, ma soltanto passando dai Comitati di Sorveglianza;
   3 le spese derivanti dalle modifiche sono valide a partire dal 1° febbraio.
 
Relativamente al FESR:
 
  1 possibilità di utilizzo delle risorse per sostenere il capitale circolante delle PMI;
  2  possibilità di utilizzo delle risorse a sostegno del sistema sanitario.
 
Relativamente al FEAMP:
 
 1 sarà possibile dare sostegno ai pescatori ed agli acquacoltori anche per riduzioni di introiti dovute alla crisi sanitaria.
 
Vi sono inoltre alcune suggerimenti peculiari alla attuale situazione. I fondi, ricevendo gli anticipi dalla Commissione Europea avranno una relativa immediata disponibilità di risorse. Scriviamo relativa perché molte risorse sono già state impegnate e nelle regioni più sviluppate che come è noto hanno meno risorse, la maggior parte è già stata spesa.
L’andamento di spesa in tutte le regioni comunque è in linea con quanto previsto dai regolamenti comunitari. 
Invece essendo maggiori le risorse per le regioni meno sviluppate, le stesse possono essere spostate in parte, verso le altre regioni, se la spesa porta un vantaggio anche ai loro territori.
I Fondi Europei, dovrebbero essere spesi in una logica complementare ad altre risorse, ciò significa ad esempio che nel caso degli ammortizzatori sociali, dei bonus per chi non ha reddito, oppure in supporto alle PMI, dovrebbero essere complementari a quanto già disposto dal proprio paese.
Di grande rilievo è la possibilità d’intervento sui servizi di contrasto della povertà e della marginalità e sul sistema sanitario. Per questi casi essenziali sarebbe d’obbligo, che oltre ad una risposta emergenziale, venga rafforzata, soprattutto nelle regioni meno sviluppate, la logica di più ampio respiro, in modo da trovarsi a fine crisi orientati verso un effettivo rafforzamento dei sistemi, azione che è propria di fondi strutturali, come lo sono i Fondi Europei.
Inoltre si sta sviluppando un orientamento che vede le risorse attualmente disponibili, più indirizzate a fronteggiare l’emergenza soprattutto alle persone, invece quelle della prossima programmazione 2021-2027 più orientate alla ripresa economica. 

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