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Lavoro domestico. Emersione, Guarini (Fisascat Cisl): “Si disponga la proroga della scadenza del 15 luglio, urgente supportare il welfare informale sostenuto dalle famiglie”

16 Giugno 2020 | Categorie ed Enti CISL

Lavoro domestico. Emersione, Guarini (Fisascat Cisl): “Si disponga la proroga della scadenza del 15 luglio, urgente supportare il welfare informale sostenuto dalle famiglie”

16 Giugno 2020 | Categorie ed Enti CISL

Roma, 16 giugno 2020 – “L’intervento volto alla regolarizzazione può offrire una possibilità per le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico sprovvisti di permesso di soggiorno di uscire da una condizione di clandestinità e di ricattabilità oltre che di poter usufruire delle protezioni sociali e delle tutele previste dalla contrattazione collettiva» ha dichiarato segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini all’indomani della pubblicazione sul sito del ministero dell’Interno dei dati riferiti alle domande di emersione e regolarizzazione dei rapporti di lavoro, allo stato poco meno di 32mila di cui oltre il 91% (circa 27.600 mila di cui 21.695 già perfezionate) riconducibili al settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona dove complessivamente sono occupati circa 860mila lavoratori Colf e Badanti regolari a fronte di oltre un milione e 200mila lavoratori irregolari stimati.
Il sindacalista accende i riflettori sul nodo dei costi sostenuti per regolarizzazione dei rapporti di lavoro domestico «ancora una volta ad esclusivo carico delle famiglie datrici di lavoro, già fortemente provate dall’emergenza economica e sanitaria».
«Il nostro auspicio – ha aggiunto – è che in sede di conversione in Legge del Decreto Rilancio non solo venga riconosciuta la tutela del reddito a tutti i lavoratori domestici che sono stati sospesi dal lavoro per effetto della emergenza Covid-19 ed esclusi dagli ammortizzatori sociali in deroga, ma che sia anche disposta la proroga della scadenza del 15 luglio per favorire la regolarizzazione e l’emersione del lavoro irregolare altamente presente nel comparto e che prevalentemente coinvolge lavoratori immigrati». «Nel contempo – ha concluso Guarini – è necessario indirizzare l’intervento del decisore politico verso un concreto sostegno al welfare informale sostenuto dalle famiglie italiane e che consente allo Stato di risparmiare oltre 7 miliardi di euro per la cura e il ricovero degli anziani in struttura, intervento che potrebbe ulteriormente favorire la regolarizzione dei rapporti di lavoro».

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