Roma, 4 ottobre 2016. La recente ricerca promossa dalla Cisl e dalle Acli di Roma tratteggia un quadro preoccupante delle aspettative che i giovani ripongono nel proprio futuro. Il fatto che molti ragazzi si dicano disposti a rinunciare ad alcune tutele pur di riuscire ad avere un lavoro, oltre a costituire un sintomo di rassegnazione, ci impone una profonda riflessione sul tema della partecipazione dei giovani al mercato del lavoro. E’ evidente che la preoccupazione per il futuro del lavoro pesa in modo determinante nel formarsi delle opinioni tra i giovani. Il compito che s’impone al sindacato è quello di aggiornare i diritti all’attuale contesto economico e sociale per evitare che questi vengano percepiti come elementi di rigidità e, cosa più grave, come ostacoli alla realizzazione delle proprie aspettative. Il rischio in questo caso è che i giovani rinuncino a quelle forme di tutela che fin qui sono state garantite a chi li ha preceduti e ripieghino su tipologie contrattuali precarie o sottopagate. Emerge quindi con evidenza la necessità di puntare sulla formazione e soprattutto, sui percorsi di alternanza scuola lavoro. L’obiettivo è duplice: far sì che i giovani maturino un’esperienza formativa importante nel passaggio in azienda e accorciare la distanza tra domanda e offerta di lavoro, condizione quest’ultima necessaria per intercettare la richiesta di nuove figure professionali che sale dal mondo produttivo. E’ in questo contesto che Industry 4.0 e smart working possono rappresentare un’occasione per valorizzare le competenze pratiche e innovative dei giovani. Un’occasione che mette il sindacato davanti ad una sfida che richiede risposte inedite e coraggiose. La ricerca curata da Cisl e Acli ci dice anche un’altra cosa. E cioè che è urgente parlare con i ragazzi, fare rete, collegare le numerose realtà che li vedono protagonisti di cittadinanza attiva: ciò al fine di ascoltare i loro bisogni e tradurli, insieme, in tutele e occasioni di futuro. E’ ciò che la Fim Cisl sta tentando di fare con una serie di iniziative che mirano ad allargare il perimetro della partecipazione nel solco dell’economia civile. Una strada intrapresa insieme a NeXt (Nuova Economia per Tutti), l’associazione promossa dall’economista Leonardo Becchetti che sperimenta forme nuove di mobilitazione come il Cash Mob Etico e il voto col portafoglio, e a soggetti della società civile come la Nco (Nuova cooperazione organizzata) di Peppe Pagano, che a Casal di Principe ha messo i beni confiscati alla camorra al servizio di un progetto di riscatto civile.
Lavoro. Fim Cisl: aggiornare i diritti per creare nuove occasioni di lavoro per i giovani
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