Roma, 22 marzo 2021. “Pochi anni fa, il piazzale antistante lo stabilimento Amazon di Passo Corese era inaccessibile al sindacato. Essere stati in presidio di fronte al sito con le nostre bandiere, nell’ambito dello sciopero nazionale, assume dunque oggi una valenza ‘storica’ . Per parte nostra, non ci fermeremo finché non sarà superato il mito della ‘falsa modernità’, secondo cui un algoritmo elaborato a Barcellona decide i ritmi di lavoro delle persone. ‘Innovazione’ non è semplice applicazione tecnologica, ma coniugazione di diritti e nuove frontiere del lavoro”. È quanto ha dichiarato il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, dal presidio unitario dei lavoratori di Amazon a Passo Corese. “Dai ritmi di lavoro alla stabilizzazione dei precari, passando per la turnistica e per l’eccessivo carico dei driver, sono molte le tematiche su cui intavolare un dialogo con l’azienda. E’ necessario capire che l’intermediazione non è un concetto ‘vintage’, al contrario il vero potere è nell’unione. Nello stesso momento in cui nello stabilimento Amazon di Bessemer, negli Usa, si è iniziato a parlare dell’atteggiamento aziendale nei confronti delle parti sociali, il tribunale di Rieti si è espresso confermando la condotta antisindacale di Amazon a Passo Corese nel riconoscimento di una nostra Rsa. Lavoratore per lavoratore, stabilimento per stabilimento, va costruita una rete di solidarietà internazionale per costruire alternative all’attuale assenza di dialogo. I lavoratori non possono essere ‘spremuti come limoni’, senza che le loro istanze ed esigenze vengano ascoltate: non c’ è niente di moderno in tutto ciò”.
Lazio. Masucci (Fit-Cisl): “Amazon. Oggi primo, importante passo contro ‘falsa modernità”
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