Roma, 1 luglio 2019. Mentre, in questi giorni, le Regioni bandiscono concorsi per il piano di rafforzamento dei centri per l’impiego, la Regione Lazio ignora i 167 lavoratori di Laziocrea che, ogni giorno, ne consentono il funzionamento e l’apertura all’utenza in tutto il territorio regionale. Con il passaggio delle competenze relative al lavoro dalla Città Metropolitana di Roma alla Regione Lazio questi lavoratori sono stati “affittati” alla società partecipata dell’Ente Locale regionale, con un contratto che durerà fino a dicembre del 2020. Le criticità, legate alla transitorietà dello strumento, già sottolineate al momento in cui l’Assessorato al Lavoro ci ha prospettato l’affitto del ramo di azienda come unica soluzione percorribile per garantire la continuità occupazionale di questi lavoratori, oggi rischiano di diventare insanabili per la mancata volontà di tutelare le professionalità e i posti di lavoro degli operatori dimostrata anche in questa occasione. Avevamo chiesto all’Assessore e al Direttore del Personale di valorizzare l’esperienza acquisita in oltre dieci anni da questi lavoratori, considerandola un titolo preferenziale per l’accesso e la partecipazione ai concorsi pubblici banditi dalla Regione, su indicazione del Governo, per il rafforzamento dei Centri per l’Impiego, ma ci era stato detto che non sarebbe stato possibile, anche per una definizione assunta congiuntamente agli altri Enti locali in Conferenza Stato Regioni. Dopo pochi giorni da queste dichiarazioni, a dimostrazione della credibilità che stanno assumendo i confronti con la Regione Lazio, altre Regioni hanno bandito concorsi in cui tengono conto della necessità di sanare forme di precarietà, a vario titolo presenti nei CPI e la Regione Toscana, il cui Assessore al Lavoro è anche coordinatrice della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, “premia” l’esperienza maturata dai propri operatori all’interno delle strutture. Siamo preoccupati per la condizione occupazionale di questi lavoratori: cosa succederà alla scadenza dell’affitto del ramo d’azienda, una volta che questi lavoratori saranno sostituiti dai neo assunti della Regione Lazio? Perché la Regione Lazio sceglie di non essere un territorio virtuoso, che difende le proprie professionalità? Vogliamo subito delle risposte concrete dalla Regione Lazio e dall’Assessorato competente perché ci pare una contraddizione insostenibile quella per cui chi si occupa di aiutare la cittadinanza nella ricerca del lavoro e nei percorsi formativi, nella migliore delle ipotesi si stia condannando a permanere in una condizione di precarietà, se non al rischio del proprio posto di lavoro. Così dichiarano in una nota Filcams CGIL Roma e Lazio Fisascat CISL Roma e Lazio Uiltucs UIL Roma e Lazio.
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