Roma, 25 marzo 2020 – “Nella giornata di ieri è stato sottoscritto l’accordo sulla cassa in deroga nella Regione Lazio. Un accordo che ha coinvolto la Regione Lazio, le organizzazioni sindacali e tutte le organizzazioni datoriali con l’obiettivo da un lato di ricomprendere tutti i lavoratori senza esclusioni e dall’altro di semplificare le procedure. Tutti e due gli obiettivi sono stati raggiunti all’interno di quello che il Decreto “Cura Italia” consentiva perché dovrebbe essere noto a tutti che gli accordi non possono superare i vincoli imposti dalla legge. Nell’accordo siamo riusciti a ricomprendere, sia per le imprese sopra i 5 dipendenti che per quelle sotto tale soglia, anche chi NON avendo pagato i contributi PREVISTI DALLA LEGISLAZIONE VIGENTE voglia regolarizzare la propria posizione. Gli Enti bilaterali peraltro si sono resi disponibili ad accogliere le imprese che lo chiedono rateizzando le quote e consentendo l’accesso da subito agli strumenti di integrazione salariale per i lavoratori coinvolti.In tutti i casi, sopra o sotto i cinque dipendenti chi non fosse titolare di ammortizzatori sociali godrà comunque della copertura offerta dalla cassa in deroga. Non riusciamo a capire se non per ragioni politiche che nulla hanno a che vedere con il bene dei lavoratori la polemica di chi definisce quello fatto nel Lazio un brutto accordo. L’intesa firmata si muove esattamente, e non poteva essere altrimenti, nel solco del Decreto Legge n°18 del 17 marzo. Pertanto è stato previsto un accordo sindacale da stipulare entro 3 giorni nelle aziende con più di 5 dipendenti e per quelle sotto i cinque un normale informativa. Gli accordi vanno letti in tutte le righe altrimenti si rischia di fare forse una bella figura nei confronti di chi ha commissionato la critica ma pessima nei confronti dei lavoratori e delle imprese coinvolte”. Così, in una nota, Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio, Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio, Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio.
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