La conversione in legge del decreto legge Sostegni bis ha previsto, come chiesto con forza dal sindacato, l’istituzione nel ruolo socio -sanitario dei profili professionali di operatore socio sanitario, oltre che di assistente sociale e sociologo. Un provvedimento importante che consentirà di valorizzare figure, quali gli operatori socio -sanitari, fortemente impegnati nell’emergenza covid e fondamentali per l’assistenza al paziente.
Vengono così meno le ambiguità legislative nate dopo la cosiddetta “Legge Lorenzin ” del 2018 la quale nell’istituire l’area socio -sanitaria, ove far confluire i tre profili , non intervenne anche sul ruolo giuridico di appartenenza rimasto meramente tecnico, alimentando così solo aspettative tra i lavoratori senza produrre alcun effetto concreto.
Una notizia molto positiva per gli oltre 4.000 operatori socio – sanitari operanti nella Sanita pubblica e privata oltre che nelle cooperative sociali delle Marche che nei prossimi mesi potranno vedere valorizzate la loro professione grazie anche allo sviluppo della contrattazione nazionale e decentrata.
In tal senso , subito dopo la sosta estiva, fondamentale per gli operatori socio -sanitari la ripresa del confronto con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni per completare il percorso in atto di revisione “sostanziale” del profilo, con l’obiettivo di valorizzare la professione, avviare nuovi percorsi di carriera ed organizzativi tesi a sviluppare nuovi modelli di integrazione socio -sanitaria.
Marche. Talevi (Fp Cisl): “Operatori socio-sanitari. Per gli oltre 4000 oss marchigiani operanti nella sanità pubblica e privata e nelle cooperative sociali si apre un importante percorso di valorizzazione della professione”
Marche. Talevi (Fp Cisl): “Operatori socio-sanitari. Per gli oltre 4000 oss marchigiani operanti nella sanità pubblica e privata e nelle cooperative sociali si apre un importante percorso di valorizzazione della professione”
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