Il Segretario generale intervenendo all’evento ADAPT: ”prima giornata della contrattazione collettiva” a Roma : “No al salario minimo e al dumping contrattuale. L’Intelligenza Artificiale e la formazione vanno gestite con la contrattazione. – “La contrattazione non è soltanto il luogo in cui si definiscono le parti economiche e normative, ma rappresenta anche uno spazio di giustizia sociale, solidarietà, redistribuzione e tutela dei lavoratori”. Lo ha dichiarato Ferdinando Uliano, Segretario generale della FIM-CISL – intervenendo all’incontro organizzato da ADAPT. Nel suo discorso, il leader dei metalmeccanici della CISL ha tracciato la rotta per affrontare le sfide epocali che sta affrontando il mondo del lavoro, ribadendo la centralità del modello contrattuale negoziale.
Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici raggiunto dopo una lotta che non si vedeva da tempo – ha permesso con il rinnovo la difesa del potere d’acquisto di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
“Non è stata una passeggiata – ha sottolineato – ma uno scontro sindacale duro. Erano vent’anni che non mettevamo in campo iniziative di sciopero così importanti per difendere e confermare l’impostazione contrattuale definita nel 2021”.
Un modello che ha dimostrato un’efficacia straordinaria nel salvaguardare le retribuzioni reali: grazie al meccanismo di recupero puntuale dell’inflazione, un aumento inizialmente stimato in 112 euro si è tradotto in un incremento complessivo di 310 euro. “Questo significa che non bisogna attendere la scadenza del contratto per recuperare quanto viene eroso dall’inflazione”, ha sottolineato Uliano, ribadendo una posizione netta sul dibattito economico attuale: “Per noi è la contrattazione lo strumento attraverso cui si aumentano i salari, non il salario minimo”.
Il leader della FIM-CISL ha lanciato un duro monito contro la proliferazione dei contratti pirata e il fenomeno del dumping sociale: “Abbiamo troppi contratti e “contrattini” che hanno come unico obiettivo quello di abbassare salari e diritti. In questa rincorsa verso il basso non possiamo far finta di nulla. Bisogna intervenire, rafforzando la rappresentanza ed eliminando gli abusi”.
La ricetta della FIM-CISL passa inevitabilmente dal rafforzamento della contrattazione decentrata (aziendale, territoriale e di filiera), specialmente ai lavoratori che nelle piccole imprese oggi rischiano l’esclusione dalle tutele avanzate che si creano nel secondo livello contrattuale. Il contratto nazionale, secondo Uliano, deve agire come volano per estendere la copertura del secondo livello a quote sempre più ampie di lavoratori. La contrattazione deve inoltre diventare il terreno privilegiato per sanare piaghe storiche, come il divario salariale di genere, governando la formazione e l’inquadramento, introducendo risposte concrete e tutele mirate.
Partecipazione, Intelligenza Artificiale sono sfide aperte
Il futuro dell’industria passa da una nuova governance aziendale. La partecipazione dei lavoratori in questo senso rappresenta un elemento strutturale per aumentare non solo la produttività e qualità del lavoro ma anche governare queste sfide.
Uliano ha anche sottolineato come non sia “accettabile che alcune imprese pratichino relazioni partecipative solo quando le cose vanno bene, per poi ridurre il confronto nei momenti di crisi”.
Massima attenzione anche verso la transizione tecnologica. La FIM-CISL non frena l’innovazione, ma esige di governarla: l’Intelligenza Artificiale va gestita dentro i contratti, poiché impatta direttamente su privacy, organizzazione, competenze e tempi di vita. “Gli eventuali benefici della tecnologia devono ricadere anche sui lavoratori, compresa la possibilità di una riduzione dell’orario di lavoro.”
Riduzione orario di lavoro, Formazione, Inquadramento, welfare, prevenzione salute e sicurezza, stabilizzazione dei contratti a termine il nodo appalti sono delle priorità. Il diritto soggettivo alla formazione deve essere garantito a tutti i lavoratori tramite accordi aziendali per evitare discriminazioni – come il completamento della riforma dell’inquadramento professionale, – sottolinea – da attuare attraverso gruppi di lavoro paritetici tra sindacato e imprese. Infine per il leader FIM la contrattazione può aiutare a risolvere la piaga del sistema dei subappalti, spesso utilizzati come mero strumento di riduzione dei costi a discapito della stabilità contrattuale.
“La sfida dei prossimi mesi – ha concluso Ferdinando Uliano – è rafforzare la contrattazione a tutti i livelli, aumentare i salari, difendere il potere d’acquisto, estendere i diritti e governare le grandi trasformazioni. Solo così sarà possibile costruire un sistema contrattuale più giusto, più moderno e più vicino ai bisogni reali delle lavoratrici e dei lavoratori”.






