Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ribadito oggi, nel corso dell’incontro con Natuzzi, la necessità imprescindibile di definire un piano di incentivazione all’esodo volontario per le lavoratrici e i lavoratori prossimi alla pensione, insieme alla conferma dell’assenza di esuberi.
L’azienda di arredamento non ha ancora presentato il nuovo progetto industriale e le organizzazioni sindacali restano quindi in attesa di conoscere nel dettaglio le proposte finalizzate alla saturazione della capacità produttiva degli stabilimenti italiani, al rafforzamento delle politiche di reshoring e alla tutela di tutti i siti produttivi nel nostro Paese, escludendo qualsiasi ipotesi di chiusura. Pur registrando un’apertura al dialogo da parte dell’azienda nel corso dell’incontro odierno, le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ribadiscono la necessità di definire, nei prossimi incontri, un percorso condiviso in grado di garantire piena occupazione, prospettive certe per le lavoratrici e i lavoratori, l’uscita dagli ammortizzatori sociali e un concreto rilancio industriale di un’azienda strategica non solo per la Puglia e la Basilicata, ma per l’intero sistema del Made in Italy.
“È fondamentale – dichiarano le tre sigle – che i due comparti presenti in Natuzzi, industriale e corporate, continuino a operare in maniera integrata e coordinata, condizione fondamentale per la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e per la tenuta complessiva del gruppo. Ci auguriamo che l’apertura al confronto manifestata oggi dall’azienda possa tradursi in risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori”.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato l’anticipazione dell’incontro già calendarizzato per il 25 febbraio al 4 febbraio, con l’obiettivo di accelerare il percorso di confronto tra le parti.
Natuzza. Nuovo incontro: le organizzazioni sindacali chiedono garanzie di piena occupazione e un piano di rilancio industriale
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