“I furbetti vanno puniti e il merito premiato, non c’è dubbio. Ma il ministro sbaglia se pensa di fissare per legge gli obiettivi su cui valutare i dipendenti pubblici. (…) La materia, come tutte quelle che riguardano la produttività, va affidata alla contrattazione, nazionale e decentrata, sul modello del settore privato.” Sulle risorse da destinare al rinnovo del contratto del pubblico impiego: ” I due miliardi stanziati non bastano, ce ne vogliono altri due”.
25 Aprile. Fumarola alla manifestazione a Milano: «L’antifascismo è un presidio vivo. Libertà e democrazie non sono scontate»
«Ottantuno anni fa l’Italia tornava libera perché ci furono donne e uomini che, come Nino, ebbero il coraggio e la moralità di scegliere. Erano ragazze e ragazzi, operai e contadini, impiegati e insegnanti, religiosi e militari, intellettuali e persone comuni. Erano...






