“Le donne non hanno una minore preparazione e minori competenze rispetto ai colleghi uomini. Tutt’altro. Ma come già detto la maternità e il lavoro di cura in generale rappresentano l’ostacolo maggiore per lo sviluppo della carriera, visto che in Italia una donna su cinque abbandona il lavoro dopo il primo figlio. È difficile sfondare il tetto di cristallo se si rimane appiccicate al pavimento. Esistono anche dei pregiudizi sociali e culturali che frenano le carriere, soprattutto a parità di anzianità e di produttività”. (…) “Dobbiamo sostenere la natalità, che è una vera emergenza nel Paese, e nel contempo sostenere le lavoratrici madri. Resta centrale favorire l’utilizzo dei congedi parentali da parte dei padri, aumentandone la quota retribuita, come la Cisl chiede da tempo”
Lavoro. Fumarola al Consiglio Generale Cisl: «Consolidare ora il dialogo sociale per costruire un’agenda fondata su responsabilità, equità e sviluppo»
«Il Consiglio Generale della Cisl, esprime forte preoccupazione per il quadro internazionale, segnato dal protrarsi della guerra in Ucraina, dall’escalation militare in Medio Oriente e dal riemergere di una logica di potenza che sta progressivamente incrinando gli...






