«Il richiamo da parte della Corte dei conti europea alle lacune presenti nella nuova architettura della Pac, che metterebbero a rischio la sana e trasparente gestione dei flussi economici, conferma le preoccupazioni espresse in più occasioni dalla Fai Cisl e dal mondo produttivo, a maggior ragione contiamo su un negoziato costante e trasparente tra istituzioni e parti sociali che nei prossimi due anni indirizzi la riforma della Politica agricola comune verso una maggiore attenzione alla qualità del lavoro, alla concorrenza leale, alla coesione sociale». Così il reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci commenta il parere espresso dalla Corte dei Conti europea sulla nuova architettura della Politica Agricola Comune (PAC) e dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM).«La fusione dei fondi per lo sviluppo rurale con quelli per l’agroalimentare, peraltro ridotti, accanto a prospettive di rinazionalizzazione dell’agricoltura – aggiunge il sindacalista – rischiano, se non ben orientate, di incidere negativamente sul sistema produttivo, intaccando tutele dei lavoratori, competitività d’impresa, e con esse un pilastro strategico dell’economia comunitaria. La chiave di volta è nella qualità del lavoro, nella sua sicurezza e capacità di generare valore aggiunto attraverso buona contrattazione, innovazione e formazione. Le risorse dell’Unione in questi anni hanno garantito significativi passi avanti: qualsiasi riforma deve rafforzare questi obiettivi e coniugare la semplificazione e la flessibilità nell’utilizzo delle risorse con le dovute tutele sociali, con investimenti produttivi e criteri di trasparenza che garantiscano tracciabilità e legalità in tutte le fasi dei finanziamenti».
Agricoltura. Castellucci (Fai Cisl): «Corte dei conti europea conferma preoccupazioni su Pac e sviluppo rurale»
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