“Come Federazione agroalimentare e ambientale della Cisl stiamo chiedendo da tempo un cambio di paradigma, alla politica, alle istituzioni, ma anche a noi stessi. Sentiamo spesso parlare di tute blu e colletti bianchi, ma il mondo è cambiato. Noi proponiamo una visione sociale e del lavoro in cui ci sia il riscatto di quelle che dovremmo chiamare, con una punta di orgoglio, le tute verdi: i lavoratori e le lavoratrici dell’agroalimentare, dei consorzi di bonifica, della forestazione. Queste categorie, come sosteniamo da tempo con la nostra campagna Fai bella l’Italia, e come abbiamo voluto confermare con la nostra adesione al Manifesto di Assisi, nel 2020, vanno rese protagoniste della crescita e di un nuovo rapporto tra persona e ambiente”.Lo ha detto il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota intervenendo oggi alla tavola rotonda “Sostenibilità e sicurezza alimentare in un mondo che cambia” del seminario estivo di Symbola, con la partecipazione tra gli altri del vicedirettore generale della Fao Maurizio Martina e dell’europarlamentare Paolo De Castro. “Il nostro Paese – ha aggiunto il sindacalista – deve uscire da una logica emergenziale, oggi abbiamo l’opportunità del Pnrr, ma potrebbe non essere sufficiente. Oltre a intercettare ulteriori risorse, provenienti da altri fondi, sia nazionali che europei, serve un vero e proprio cambiamento culturale, un nuovo umanesimo del lavoro che metta la persona al centro dell’economia e renda il lavoro uno strumento di emancipazione e di inclusione. Da questo punto di vista, anche aver ottenuto la condizionalità sociale nella nuova Pac è un passo in avanti straordinario: non conta solo il benessere ambientale o animale, ma contano anche il rispetto dei lavoratori e l’applicazione dei contratti”.“La dignità delle tute verdi – ha concluso il leader della Fai Cisl – va coltivata con la buona contrattazione, con le relazioni industriali, con una bilateralità che in agricoltura è un patrimonio storico, sociale ed economico enorme, con il rafforzamento della formazione, per acquisire nuove competenze. Questo approccio ci spinge anche a una forte denuncia delle condizioni di vita nei ghetti, un tema di bruciante attualità, anche perché molte imprese stanno lamentando paradossalmente la carenza di manodopera: serve una politica di accoglienza nuova, inclusiva, legata al mercato del lavoro, per togliere ai caporali gli strumenti di governo dei percorsi migratori”. Al termine dell’intervento Rota ha anche annunciato che il 30 settembre la Fai Cisl assieme ai famigliari del giudice Borsellino reimpianterà a Milano un ramo dell’ulivo di Via d’Amelio, “come simbolo di unità, memoria, legalità e giustizia”.
Lavoro. Rota (Fai Cisl) dal seminario estivo Symbola: ”Serve una nuova politica di accoglienza”
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