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Basilicata. Evangelista (Fim Cisl): “Stellantis. Governo tuteli produzioni e occupazione in Italia, subito il tavolo nazione sull’automotive”

Pubblicato il 3 Mag, 2021

 

“Il governo non può tirarsi fuori dalle vicende che riguardano la più grande industria nazionale e l’intera filiera automotive italiana”. È quanto dichiara il segretario generale della Fim Cisl Basilicata Gerardo Evangelista in riferimento agli ultimi sviluppi in casa Stellantis. “Al contrario di quel che pensa e dice il ministro Giorgetti – osserva Evangelista – qui non siamo di fronte alla normale dialettica tra azienda e sindacato: qui è in gioco il destino del paese e del Mezzogiorno nel contesto della grande manifattura globale. Per questo è necessario far partire al più presto il tavolo nazionale sull’automotive. Se la Francia tutela i suoi interessi, è bene che lo faccia anche l’Italia, a partire da un grande piano di reshoring nel comparto della micro-componentistica elettronica, oggi vera risorsa critica del settore automotive. Le attuali difficoltà di approvvigionamento di microprocessori, componente ormai insostituibile delle moderne autovetture, impongono un serio ripensamento delle strategie di allocazione delle catene di valore. Un paese avanzato come dovrebbe essere l’Italia, seconda manifattura europea e da sempre leader nella meccanica, deve avere un minimo di autosufficienza nei settori nevralgici per non incorrere nei problemi che oggi registriamo nel settore automobilistico. Questo è un tema chiave di politica industriale, ed è compito del governo occuparsene. Non farlo significa esporre migliaia di lavoratori a conseguenze sul piano salariale e occupazionale”.

“È il momento – aggiunge il sindacalista della Fim Cisl – di portare in cima all’agenda politica i temi dell’innovazione tecnologica con impegni chiari su risorse e investimenti. E bisogna farlo adesso alla luce delle linee strategiche definite nel PNRR. Occuparsi solo di sostenibilità senza pensare che a monte di essa ci sono fabbriche da riconvertire e lavoratori da formare significa non sapere come si fanno le cose. Mi auguro che su questo il governo cambi rapidamente rotta come hanno fatto altri governi quando si è trattato di tutelare le industrie nazionali. Infine, un invito anche alle istituzioni locali a fare fino in fondo la loro parte, in primis per creare le migliori condizioni localizzative e per attrarre investimenti in settori a forte sviluppo. Infrastrutture, innovazione e capitale umano sono ambiti in cui la Regione Basilicata ha gli strumenti programmatori e le risorse per aiutare le imprese ad elevare la propria capacità competitiva e a cogliere le opportunità legate alla presenza di grandi industrie multinazionali sul territorio”.

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