Bari, 20 marzo 2021 – Da ieri 19 marzo ’21 nell’indotto e appalti che operano nello stabilimento siderurgico di Taranto regna la confusione e l’incertezza per quello che dovrà accadere nei prossimi giorni. Segnaliamo le ansie e le paure che vivono tutti i giorni le lavoratrici e i lavoratori, circa 5000 mila addetti di cui ben oltre 2500 nei compartimenti terziarizzati dalla committente nei contratti dei settori Terziario, Pulizie Civili e Industriali, Ristorazione e Vigilanza. Denunciamo la grande carenza di sicurezza oltre alla poca lungimiranza nelle politiche ambientali in questa porzione di lavoratori, ed infine le inesistenti garanzie occupazionali degli stessi visto anche quello che sta accadendo nelle ultime ore tra presunte fermate di alcuni reparti e riaperture con rimessa in marcia senza considerare le ripercussione sui più deboli, cioè l’Indotto. Martedì si discuterà presso l’ufficio territoriale della Regione Puglia “Vertenze Collettive” la delicatissima questione dei 230 lavoratori dipendenti della società Ags, che passeranno ad altre aziende; senza ancora alcuna informativa o trasparenza da parte della committente Arcelor Mittal sul perché della cessazione del contratto con una società che opera nelle loro acciaierie in tutto il mondo. Noi certamente non permetteremo la perdita di nessun posto di lavoro e ne tantomeno la perdita di salario conquistato con la contrattazione di secondo livello. Ad oggi la crisi nel sito ha comportato la perdita di molti posti di lavoratori con contratto in somministrazione o a tempo indeterminato, con anche perdite economiche per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nelle mense. Lanciamo un appello corale a tutte le Istituzioni: Prefettura, Comune di Taranto, Provincia, Regione Puglia e Governo per condividere strategie in sinergia con tutto il sindacato per garantire occupazione, sicurezza e salute per gli operatori dell’Indotto.
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