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Sardegna. Ledda (Cisl): «Cresce l’occupazione, ora più valore al lavoro»

3 Ottobre 2026 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. Ledda (Cisl): «Cresce l’occupazione, ora più valore al lavoro»

3 Ottobre 2026 | Dai Territori > Sardegna

Per il sindacato è necessario dare più forza e qualità a questa crescita. Più salario, più stabilità, più competenze e più futuro.

«I dati ISTAT appena pubblicati ci consegnano una Sardegna nella quale il lavoro cresce. È un risultato importante, che va riconosciuto. Adesso dobbiamo avere l’ambizione di fare un passo in più: far crescere insieme all’occupazione anche il valore del lavoro».

Lo afferma Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna, commentando gli ultimi dati sul mercato del lavoro nell’Isola. Nel secondo trimestre 2026 gli occupati in Sardegna raggiungono 619,5 mila unità, quasi 34 mila in più rispetto allo stesso trimestre del 2024. Il tasso di occupazione arriva al 61%, cresce la partecipazione al mercato del lavoro e diminuisce significativamente l’inattività. «Sono numeri positivi. Proprio per questo oggi possiamo alzare l’asticella e porci una domanda: che lavoro stiamo costruendo e quanto vale per le persone?».

È il tema al centro del Rapporto 2026 del Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sardegna, Sardegna, il valore del lavoro. La retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti sardi nel 2023 era di 17.642 euro, contro i 23.630 della media nazionale; le giornate retribuite erano il 72,9% di quelle teoricamente lavorabili, contro il 78,9% nazionale. Tra il 2008 e il 2023, inoltre, le retribuzioni reali dei dipendenti privati sardi hanno perso il 15,2% del loro valore.

«Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, giovani che devono decidere se restare o partire. Per questo non basta sapere quante persone lavorano: dobbiamo capire quanto vale quel lavoro e quanto futuro riesce a generare».

Una prospettiva pienamente coerente con il “Libro Verde per il Patto sociale – Costruiamo insieme l’Italia di domani” della CISL, articolato in undici grandi aree e oltre 120 proposte. «Il Libro Verde e il nostro Rapporto indicano una direzione precisa: tenere insieme lavoro, sviluppo e coesione sociale.

Per la Sardegna significa far crescere salari e produttività, investire sulle competenze e sulla formazione, rafforzare la contrattazione e la partecipazione e sostenere il lavoro di qualità. I dati ISTAT ci dicono che la Sardegna si sta muovendo.

Ora dobbiamo dare più forza e più qualità a questa crescita, perché più occupazione significhi anche più salario, più stabilità, più competenze e più futuro. Alla fine il punto è semplice: il lavoro deve permettere alle persone di vivere, progettare e scegliere di costruire il proprio futuro qui, in Sardegna».

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