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Pensioni. Fumarola: «Adesione automatica a previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato è una conquista importante per lavoratrici e lavoratori»

1 Luglio 2026 | Primo Piano

Pensioni. Fumarola: «Adesione automatica a previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato è una conquista importante per lavoratrici e lavoratori»

1 Luglio 2026 | Primo Piano

«Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una misura che la CISL rivendica con grande soddisfazione: l’adesione automatica alla previdenza complementare per i nuovi assunti del settore privato». È quanto sottolinea in una nota la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, in occasione oggi dell’entrata in vigore dell’importante norma contenuta nell’ultima legge finanziaria.

«È una conquista importante per lavoratrici e lavoratori. Superare il vecchio silenzio-assenso significa rafforzare da subito la tutela previdenziale, valorizzare i fondi negoziali della contrattazione collettiva e costruire pensioni future più dignitose e adeguate.

La CISL ha sostenuto con determinazione questa scelta, perché la previdenza complementare deve diventare uno strumento accessibile, diffuso e realmente esigibile. È un risultato concreto del sindacato riformista, capace di trasformare le proposte in tutele vere per le persone».

Secondo Fumarola «questo è un passo avanti importante, anche se bisogna fare molto di più per garantire un futuro pensionistico di sicurezza economica particolarmente ai più giovani». I dati diffusi dalla Covip, infatti, dicono che poco meno di 4 lavoratori su 10 hanno una posizione previdenziale complementare attiva, e meno di 3 su 10 vi hanno effettivamente versato qualcosa nel 2025. I fondi negoziali contrattati collettivamente sono quelli di maggiore successo, avendo raggiunto l’anno scorso ben il 43,2% nuove adesioni (356.287 su 757.276 nuovi iscritti netti).

«È importante che si agisca per recuperare alcuni significativi ritardi: tra gli iscritti alla previdenza complementare più di sei sono uomini e meno di quattro donne». Oltre a ciò, Fumarola evidenzia come a questo si aggiunga un divario di genere contribitivo importante, stimato per le donne nel 16,1% in meno degli uomini (2.680 contro 3.190 euro l’anno), con conseguenze evidenti sulle rendite future, a fronte di pensioni pubbliche già mediamente più basse per le donne.

Inoltre la «partecipazione alla previdenza complementare cresce con l’età, dal 33,2% (16-34 anni) al 45% (55-64 anni); gli under 20 sono solo il 3% degli iscritti. L’adesione automatica è opportuna proprio perché induce anche chi appartiene alla Gen Z a risparmiare per il proprio futuro, cominciando a riempire il salvadanaio pensionistico, scelta che andrebbe compiuta sin dal primo giorno di lavoro», aggiunge Fumarola.

«Al Governo e al Parlamento chiediamo di intervenire avendo a riferimento l’importante Avviso Comune sottoscritto il 26 maggio dalle parti sociali rappresentative del lavoro e dell’impresa», continua Daniela Fumarola. «In particolare riteniamo giusto abrogare la misura che consente la portabilità del contributo datoriale a PIP e fondi aperti. L’intervento datoriale a favore di chi accumula per il proprio futuro è frutto della contrattazione tra le parti sociali, fa parte del “costo contrattuale” che non può essere svenduto all’industria assicurativa» rileva Fumarola.

In conclusione la Segretaria Generale della CISL sottolinea «la necessità di avviare una campagna specifica sul tema, che si spera possa essere realizzare congiuntamente dalle parti sociali. I neoassunti devono essere resi consapevoli del valore della scelta compiuta e del loro diritto di rinuncia esplicita alla previdenza complementare, opzione possibile, anche se per noi controproducente per lo stesso lavoratore» conclude la leader Cisl.

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