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Puglia. Cisl: no ai licenziamenti nell’ex Ilva, il Governo risponda

15 Settembre 2026 | Dai Territori > Puglia

Puglia. Cisl: no ai licenziamenti nell’ex Ilva, il Governo risponda

15 Settembre 2026 | Dai Territori > Puglia

La Cisl Taranto Brindisi, con il proprio Coordinamento industria – FIM, FISASCAT, FLAEI,FELSA, FEMCA, FAI,FILCA, FIT, FISTEL – condivide e sostiene tutte le iniziative di protesta e di sciopero poste in essere dai lavoratori exIlva-ADI, dipendenti diretti e dei settori appalto, indotto e di Ilva in AS,  per rivendicare nei confronti del Governo soluzioni di prospettiva socialmente sostenibili, contro le migliaia di licenziamenti valutati ad oggi, in conseguenza della fermata potenzialmente irreversibile dell’area a caldo, entro il termine del 28 ottobre p.v. per decisione della Corte d’Appello di Milano. 

Al contempo, insieme con la difesa dell’occupazione e per scongiurare soluzioni ambientalmente drammatiche, auspicano la condivisione concreta delle istituzioni territoriali, nel rivendicare insieme con le OO.SS. politiche industriali che non prescindano da una produzione siderurgica che abbia una visione industriale moderna, al passo con i tempi.

Produzione che sarà possibile concepire, in quantità necessaria, a condizione che l’exIlva-ADI riattivi un ciclo produttivo sostenibile e che lo Stato si ascriva ruolo attivo, sia in termini di investimenti, sia di regia funzionale a bloccare ogni rischio di azzeramento della produzione primaria.

La Cisl Taranto Brindisi, con il proprio Coordinamento industria in coerenza con quando sostenuto nel tempo, continua a ritenere che non ci debba mai essere contrapposizione tra produzione, sostenibilità ambientale, salvaguardia occupazionale, salute e sicurezza dentro e fuori la fabbrica.

Ciò, a maggior ragione in questa fase storica di transizioni epocali e di riconversioni, che possono e devono rendere coerenti e correlati i piani di de-carbonizzazione con le nuove prospettive industriali.

Sarà questo il modo per scongiurare la subalternità dell’economia italiana ai grandi player mondiali dell’acciaio extra-UE (come la Cina), per la progressiva perdita di controllo strategico sui grandi impianti di produzione a ciclo integrale, come appunto l’exIlva-ADI.

La Cisl Taranto Brindisi, con il proprio Coordinamento industria in attesa dell’incontro convocato dal Governo per domani, puntualizza che nessuna/o delle lavoratrici e dei lavoratori di Taranto, dell’intero territorio e di altri limitrofi che per lavorare nello stabilimento siderurgico confluiscono nell’area industriale ionica, intende vivere di ammortizzatori sociali quanto, invece, di occupazione stabile, produttiva anche alternativa, che metta a riparo la coesione sociale di questa parte di Mezzogiorno nel quadro dei legittimi interessi del Paese.

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