Bari, 26 febbraio 2021. “Grande preoccupazione tra i circa 2.000 lavoratori pugliesi del settore pesca per il Decreto pubblicato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che aumenta di fatto le giornate di fermo per la pesca nell’anno 2021”. Lo scrive il Segretario generale della Fai Cisl, Paolo Frascella. “Certamente questa decisione porterà ad una grande riduzione delle giornate lavorative tra le 40.000 e le 70.000 circa e che potrebbero portare anche alla chiusura di molte imprese del settore” – aggiunge Frascella. La Fai di Puglia si è fatta interprete “delle esigenze dei lavoratori del settore fortemente preoccupati che questa decisione non è stata mai discussa con nessuno, pur avendo regolarmente partecipato al tavolo regionale per la Pesca e l’Acquacoltura presso l’assessorato in più occasioni. La Fai Cisl si è già attivata nei giorni scorsi nei confronti dell’Assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia, ricordando “che nel settore non vi è neanche la possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali per le giornate di fermo pesca, e chiedendo quindi che la norma venga modificata e che si introducano gli ammortizzatori sociali per aiutare i lavoratori del settore della Pesca”. L‘Assessore Pentassuglia ha comunicato di essere già intervenuto nei confronti del nuovo Ministro delle Politiche Agricole Patuanelli per evitare che ci possa essere un danno per i pescatori e le proprie famiglie già pesantemente colpite da una fase pandemica troppo lunga e preoccupante.
Puglia. Fai Cisl: “Decreto fermo pesca. Preoccupati per i 2.000 lavoratori pugliesi”
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