La Giunta regionale pugliese ha approvato, con un ampio consenso bipartisan, il disegno di legge che rafforza il percorso di salvaguardia del riccio di mare. Il provvedimento prevede la proroga del fermo biologico fino al 2029, un monitoraggio scientifico permanente, il contrasto serrato alla pesca illegale e la possibilità di effettuare prelievi sperimentali sulla base di rigide evidenze scientifiche, con l’obiettivo prioritario di garantire il ripopolamento dei fondali pugliesi.
La Fai Cisl Puglia e la Fai Cisl Lecce esprimono una condivisione di massima sulla linea tracciata dall’Assessore regionale alla Pesca, Francesco Paolicelli, confermando l’importanza di una scelta fondata su dati oggettivi per garantire un futuro sostenibile al settore. Tuttavia, il sindacato solleva forte preoccupazione per la tenuta economica dei pescatori professionali, i soggetti finora più penalizzati dal blocco.
Le evidenze raccolte finora mostrano un miglioramento, seppur timido e calcolato su un campione ridotto, delle popolazioni di riccio di mare, nonché un incremento delle classi dimensionali della specie. Gli studi confermano la necessità di proseguire il percorso di tutela, ma per la Fai Cisl è fondamentale estendere il monitoraggio all’intera costa regionale e sradicare i fenomeni di commercializzazione illegale. [1, 2]
Sul tema interviene Antonio La Fortuna, Segretario Generale della Fai Cisl Puglia: “Condividiamo l’approccio dell’Assessore Paolicelli e la necessità di basare le scelte future su evidenze scientifiche indiscutibili. Tuttavia, chiediamo che il monitoraggio scientifico permanente sia esteso capillarmente a tutta la costa pugliese e che le valutazioni tecniche siano trasparenti e tempestive. Non possiamo permettere che i tempi della burocrazia o della ricerca calpestino i tempi della sopravvivenza economica dei lavoratori. Il fermo biologico è uno strumento utile solo se accompagnato da una lotta spietata all’illegalità e da un sistema di ristori economico che sia immediato ed efficace, superando l’attuale meccanismo che appare decisamente farraginoso per le marinerie.”
Per valutare in maniera completa l’impatto di questo provvedimento, Fai Cisl intende infatti attendere i dettagli sulle future concessioni di pesca assegnate ai professionisti e sulle reali possibilità loro concesse di realizzare un profitto dignitoso, sia in termini di indennizzi che di quote contingentate di prelievo sperimentale.
Fino ad ora, il fermo biologico ha colpito quasi esclusivamente i pescatori regolari in possesso di licenza, lasciando ampio spazio ai “pescatori di frodo” che continuano a “Esprimiamo forte preoccupazione per il futuro dei pescatori professionisti del Salento e dell’intera Puglia. Nell’immaginario comune queste figure vengono spesso descritte, ingiustamente, come i predatori del mare; la realtà è esattamente l’opposto: i pescatori regolari sono i veri e unici custodi dell’ecosistema marino, i primi a volerne la salvaguardia. Chiediamo con fermezza che la loro tutela economica sia al centro dell’agenda regionale. Al prossimo Tavolo Tecnico daremo battaglia affinché venga riconosciuto il loro ruolo attivo anche nelle fasi di monitoraggio scientifico e ripopolamento, garantendo loro la dignità del lavoro e il giusto profitto, specialmente in un contesto già reso fragile dai cambiamenti climatici.”
La Fai Cisl ribadisce che serve remare tutti verso un’unica direzione. È indispensabile fare sistema tra parte politica, pescatori professionisti, associazioni di categoria datoriali e sindacali, università ed enti di ricerca, per un monitoraggio ancora più efficace della specie, unito a sanzioni davvero penalizzanti e stringenti nei confronti di chi pratica e favorisce il mercato nero del riccio di mare.






