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Sardegna. Comitato Esecutivo Cisl Sassari: “Covid, una bomba sociale”

28 Aprile 2021 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. Comitato Esecutivo Cisl Sassari: “Covid, una bomba sociale”

28 Aprile 2021 | Dai Territori > Sardegna

Sassari, 28 aprile 2021. Il fenomeno pandemico ha fatto emergere tutte le carenze del sistema sanitario regionale e se il vaccino rappresenta l’arma più efficace nella lotta al virus, la campagna è segnata da una lentezza inaccettabile. La denuncia, a chiare lettere, arriva dai lavori del comitato esecutivo della Cisl territoriale di Sassari, che nei giorni scorsi ha fatto il punto sulla difficile situazione creatasi dopo la diffusione del Covid-19.
La Cisl ritiene si debba lavorare per potenziare la distribuzione e la somministrazione dei vaccini, rafforzando i centri di vaccinazione, assicurando il sostegno del mondo del lavoro e potenziando, al contempo, il sistema sanitario con interventi mirati sulla medicina del territorio e la capacità ospedaliera.
Dall’esecutivo Cisl, presieduto dal segretario generale Pier Luigi Ledda, emerge lo scenario di «un’organizzazione sanitaria che fatica a garantire la necessaria priorità agli anziani e ai fragili».
Al 21 aprile, denuncia il sindacato, erano 419.962 le persone vaccinate, pari al 26,06% della popolazione; 122.609 con la seconda dose, pari al 7,61%. «I deficit dell’organizzazione sanitaria – spiega Pier Luigi Ledda – accrescono le gravi carenze nella sanità territoriale e i disagi per i pazienti e i loro familiari, specie con la chiusura di strutture importanti nel sistema socio-sanitario-del Sassarese».
A ciò si somma la mancata apertura di Rsa e comunità integrate, che nel nord Sardegna sono al lumicino, la mancanza di hospice, la generale carenza di medici specialisti nella sanità territoriale ambulatoriale.
In questo contesto – secondo la Cisl – si rafforzano le preoccupazioni per le ricadute sociali, legate ai riflessi negativi sull’occupazione, sulle famiglie, sulle imprese e sull’intera comunità sarda.
«L’azione messa in campo da Governo e Regione – incalza il segretario territoriale – è assolutamente insufficiente a dare risposte efficaci in un territorio già sofferente, con migliaia di posti di lavoro a rischio e altrettante famiglie che avranno bisogno di sostegno almeno per tutto il 2021».
In caduta verticale il dato degli occupati, – 27 mila, che, tuttavia, non ha incremento quello dei disoccupati (che al contrario si sono anch’essi ridotti di -16 mila unità), ma ha visto crescere i cosiddetti inattivi (+28 mila), tendenza correlata alla rinuncia sempre più ricorrente a cercare lavoro per via della crisi di molte imprese. In questo drammatico scenario spicca la provincia di Sassari per incremento di inattivi (+15%) e la contestuale riduzione, più grave, degli occupati (-11%) e, in controtendenza rispetto alle altre province, per l’aumento di disoccupati (+3%).
«Una bomba sociale – conclude Ledda – sta travolgendo il mercato del lavoro e va subito disinnescata con la richiesta al Governo nazionale di un’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti e della continuità della cassa integrazione Covid e con l’apertura, da parte della Giunta regionale, di un confronto con il sindacato confederale per condividere strategie e interventi urgenti da mettere in campo per la soluzione delle crisi industriali e del lavoro e per promuovere lo sviluppo dell’isola all’interno di una strategia che capitalizzi le enormi potenzialità del Next Generation UE, del Quadro comunitario di sostegno 2021-2027, del Fondo di sviluppo e coesione e delle altre ingenti risorse europee e nazionali».
Per far fronte alla situazione, il sindacato ritiene necessaria una terapia d’urto finalizzata alla crescita e allo sviluppo del Sassarese con una scala di priorità in alcuni settori che, più di altri, non possono aspettare: l’area di crisi

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