La CISL FP Sardegna accoglie positivamente il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale per la stabilizzazione del personale con profilo di Operatore sociosanitario (OSS) in servizio presso il Servizio sanitario regionale, considerandolo un primo passo importante per ridurre il precariato e rafforzare gli organici delle aziende sanitarie.
Per il sindacato, però, il provvedimento deve essere l’avvio di un percorso più ampio, capace di coinvolgere tutte le professionalità che contribuiscono al funzionamento della sanità sarda.
«È un provvedimento che come organizzazione sindacale abbiamo chiesto da tempo e con forza – sottolinea Massimo Cinus, Segretario Generale CISL FP Sardegna – e per questo ne valutiamo positivamente l’approvazione. Dare una prospettiva stabile agli OSS significa riconoscere l’esperienza e le competenze maturate sul campo, contrastare il precariato e contribuire a rafforzare gli organici delle aziende sanitarie».
Il valore di questo intervento assume un significato ancora maggiore se letto alla luce dell’esperienza vissuta durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il disegno di legge prevede infatti uno specifico criterio di priorità per chi abbia maturato almeno sei mesi di servizio in quel periodo.
«Durante il Covid – prosegue Cinus – gli OSS, insieme a medici, infermieri, tecnici, assistenti sanitari, personale amministrativo e a tante altre professionalità, hanno garantito con impegno, responsabilità e sacrificio la continuità dei servizi sanitari e dei livelli essenziali di assistenza. Quel contributo non può essere dimenticato e il suo riconoscimento non può fermarsi a una sola categoria».
È da qui che, per la CISL FP Sardegna, deve partire il passo successivo. Se la stabilizzazione rappresenta uno strumento per riconoscere l’esperienza e rafforzare il sistema, lo stesso principio deve essere ricondotto a una visione complessiva del personale della sanità, dando risposte anche alle altre professionalità.
«La qualità e la continuità dell’assistenza dipendono da una squadra composta da professionalità diverse e complementari – afferma il Segretario –. Per questo riteniamo necessario estendere il percorso agli assistenti sanitari, agli amministrativi, ai tecnici e a tutte le figure che hanno contribuito al funzionamento della sanità, soprattutto negli anni più difficili.
In questa direzione, la federazione valuta positivamente anche l’indicazione contenuta nel disegno di legge sul progressivo superamento del ricorso al personale in somministrazione per il profilo OSS.
Il ricorso a tale strumento dovrà essere limitato alle situazioni indifferibili e urgenti, per periodi circoscritti e nel rispetto della garanzia dei LEA, verificando preventivamente l’assenza di personale disponibile nell’elenco unico regionale e di candidati utilizzabili nelle graduatorie vigenti.«La nostra posizione è chiara – conclude Cinus –: meno precariato, più personale stabile e valorizzazione delle competenze già presenti nel sistema sanitario. Le stabilizzazioni devono però essere accompagnate da una programmazione del fabbisogno di personale capace di guardare ai prossimi anni e non soltanto all’emergenza del momento».
La CISL FP chiede quindi alla Regione di proseguire rapidamente il confronto con le organizzazioni sindacali per costruire un percorso organico di superamento del precariato, estendere le opportunità di stabilizzazione alle diverse professionalità e garantire al Servizio sanitario regionale gli organici necessari per affrontare le esigenze dei prossimi anni.








