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Sardegna. Sanità, Cisl: «Nuove assunzioni e più formazione per trattenere i professionisti»

22 Luglio 2026 | Dai Territori > Sardegna

Sardegna. Sanità, Cisl: «Nuove assunzioni e più formazione per trattenere i professionisti»

22 Luglio 2026 | Dai Territori > Sardegna

La CISL Sardegna, la CISL FP Sardegna e la CISL Medici Sardegna accolgono con favore l’annuncio della Regione relativo al piano straordinario di assunzione di 1.000 infermieri e 500 medici destinati al Servizio sanitario regionale.

«È una scelta che va nella direzione che come CISL sosteniamo da tempo: rafforzare gli organici per garantire ai cittadini un servizio sanitario più efficiente, ridurre il sovraccarico di lavoro degli operatori e rendere effettivo il diritto alla salute», dichiara Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna.

L’annuncio rappresenta anche un primo passo nell’attuazione degli impegni contenuti nel Protocollo sottoscritto il 4 agosto 2025 tra Regione Sardegna e CGIL, CISL e UIL, che individua proprio nel rafforzamento del personale sanitario, nel superamento del ricorso ai gettonisti, nella valorizzazione dei professionisti e nel potenziamento della sanità territoriale alcune delle priorità strategiche.

Adesso, però, è fondamentale passare rapidamente dagli annunci ai fatti, con procedure tempestive e tempi certi.

Per la CISL, infatti, il tema non riguarda esclusivamente l’autorizzazione delle assunzioni, ma la concreta possibilità di reperire il personale necessario.

«Oggi la vera emergenza è la carenza di professionisti sanitari», osserva Massimo Cinus, segretario generale della CISL FP Sardegna.

«La carenza di medici, infermieri e altre figure sanitarie rende estremamente complesso raggiungere integralmente gli obiettivi annunciati. Per questo chiediamo che le procedure di reclutamento vengano avviate immediatamente, evitando ritardi burocratici che rischiano di far perdere ulteriore attrattività al nostro sistema sanitario.»

Contestualmente la CISL rivolge alla Regione Sardegna un preciso appello:

«Occorre aprire un confronto stabile con le Università, con le Facoltà di Medicina e Chirurgia e con i Corsi di laurea delle Professioni sanitarie per aumentare i posti disponibili e programmare il fabbisogno dei prossimi anni.

Dobbiamo formare oggi i professionisti di cui la Sardegna avrà bisogno nel prossimo decennio, altrimenti continueremo a rincorrere un’emergenza resa ancora più grave dai pensionamenti e dall’invecchiamento della popolazione.»

Per la CISL Medici Sardegna è altrettanto urgente rendere il sistema sanitario regionale più attrattivo per chi sceglie la professione medica.

«Il problema non è soltanto assumere nuovi medici, ma creare le condizioni affinché decidano di lavorare e di restare in Sardegna», afferma Maura Orrù, segretaria della CISL Medici Sardegna.

«Servono condizioni di lavoro adeguate, una reale valorizzazione professionale, percorsi di carriera chiari, formazione continua e incentivi per le sedi più disagiate.

Solo così sarà possibile contrastare la crescente difficoltà nel reperire specialisti e garantire la continuità dell’assistenza.»

In questo quadro non possono essere ignorate le molte attese del personale sanitario.

Accanto al rinnovo dei contratti è indispensabile dare piena attuazione agli istituti contrattuali ancora in sospeso, procedendo con l’assegnazione degli incarichi, il riconoscimento delle competenze professionali, le progressioni economiche e la corresponsione delle spettanze arretrate.

Valorizzare chi ogni giorno garantisce il funzionamento della sanità pubblica significa rendere il Servizio sanitario regionale più competitivo e più capace di trattenere professionalità.

Per la CISL Sarda resta inoltre prioritario proseguire nell’attuazione del DM 77 e degli investimenti del PNRR, rafforzando la medicina territoriale attraverso Case della Comunità, Ospedali di Comunità, assistenza domiciliare e integrazione sociosanitaria.

«La sfida della sanità sarda non si vince soltanto autorizzando nuove assunzioni», conclude Ledda.

«Si vince programmando il futuro: formando più medici e più infermieri, valorizzando chi già opera nel sistema sanitario e costruendo una vera politica regionale capace di attrarre e trattenere i professionisti.

Come CISL Sardegna, CISL FP e CISL Medici confermiamo la nostra disponibilità a proseguire il confronto con la Regione, le Università e tutti i soggetti istituzionali affinché il metodo partecipativo avviato con il Protocollo del 4 agosto continui a tradursi in risultati concreti per i cittadini e per i lavoratori della sanità.»

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