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Agroalimentare. Rota (Fai Cisl): “Sugar tax pericolosa per lavoratori e imprese”

Pubblicato il 1 Set, 2021

Condiviso l’appello della Fai Cisl a rivolgersi in maniera corale alla politica per scongiurare l’introduzione della tassa sullo zucchero

Come Fai Cisl abbiamo da sempre avanzato forti dubbi sul senso di una imposta sul gusto dolce: primo, perché colpisce la grande maggioranza delle imprese del comparto delle bevande, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e, secondo, in quanto perfettamente inutile rispetto agli obiettivi di salute pubblica che pretende realizzare. Sembra ambiguo infatti pensare che una tassa, determinando un aumento dei costi dei prodotti, possa essere educativa nei confronti dei consumatori. In altri Paesi ha già dimostrato di non funzionare”.
Lo ha detto il Segretario Generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, intervenendo oggi a Cibus, al 20mo salone internazionale dell’alimentazione, al convegno “La filiera delle bevande analcoliche: rischi e opportunità”, organizzato da Assobibe in collaborazione con Confagricoltura.
“La leva pubblica – ha spiegato Rota – va usata in modo diverso, per avviare, già nelle scuole, percorsi di educazione a una corretta alimentazione, ed eventualmente per prevedere bonus fiscali premiali capaci di agevolare l’innovazione verso linee di prodotti più salubri e verso un minore impatto ambientale delle produzioni. L’educazione alimentare, il sostegno alla dieta mediterranea e a consumi alimentari più consapevoli, la lotta al cosiddetto ‘junk food’, non si realizzano con nuovi balzelli che danneggiano lavoratori e imprese.
Oggi il momento storico ci impone di valorizzare l’agroalimentare come driver della ripartenza, non certo come comparto per fare cassa. Penalizzando i prodotti, e non i comportamenti, questa tassa somiglia tanto al principio ambiguo del Nutriscore: non educa e non favorisce un approccio scientifico nè educativo”.
“È fondamentale – ha concluso il sindacalista – che il governo si confronti con le parti sociali e ripensi la scelta fatta su questa tassazione, così come sulla plastic tax. Queste imposte rischiano di gravare inoltre solo sulle produzioni realizzate sul territorio italiano a vantaggio dei prodotti importati da altri Paesi. Serve un ragionamento più ampio. Guardiamo a quanto accaduto in passato con il settore bieticolo-saccarifero: l’Italia ha smantellato i propri zuccherifici, con danni importanti a imprese e posti di lavoro, con il risultato che oggi Francia e Germania forniscono zucchero in tutta Europa: siamo sicuri sia stata una scelta strategica?”.
All’incontro, oltre ai Segretari Generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, sono intervenuti il Presidente di Federalimentare Ivano Vacondio, il Presidente di Assobibe Giangiacomo Pierini, il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, l’On. Paolo De Castro, l’AD del gruppo Sanpellegrino Stefano Marini. Sul settore delle bevande analcoliche è stato presentato uno studio da Emanuele di Faustino, project manager Nomisma.
Condiviso da tutti l’appello della Fai Cisl a rivolgersi in maniera corale alla politica per scongiurare l’introduzione della sugar tax.

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