Palermo, 2 aprile 2020 – Test di laboratorio al personale delle strutture sanitarie pubbliche e private impegnato a fronteggiare l’epidemia da Covid-19, stabilizzazione del personale sanitario e tecnico dell’emergenza-urgenza, assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato attraverso un piano di reclutamento straordinario. La proroga dei contratti a tempo determinato che arrivino a scadenza. Sono alcune delle proposte che nove sigle sindacali, Cgil Cisl Uil e le loro federazioni della funzione pubblica e dei medici, hanno rivolto ieri al governo regionale alla luce del protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori del settore sanitario firmato a Roma il 25 marzo. I segretari sindacali ne hanno parlato con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza in occasione dell’insediamento del comitato regionale per la prevenzione e la sicurezza degli operatori della sanità, costituito proprio in forza del protocollo. Nel corso del confronto in videoconferenza, sindacati e governo regionale hanno convenuto che il comitato si riunisca “una volta alla settimana almeno e ogni volta che sarà necessario”. Obiettivo: “il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche presenti sul territorio regionale nonché il confronto in merito ai provvedimenti concernenti la salute e i servizi sociosanitari”. E “per rendere più efficace il lavoro del comitato regionale”, i sindacati hanno chiesto la costituzione di analoghi comitati in sede aziendale. L’assessore Razza ha condiviso la proposta e, oggi ha emanato una circolare diretta agli enti del sistema sanitario regionale.
Al governo della Regione, i sindacati hanno chiesto inoltre: che tutto il personale delle strutture sanitarie pubbliche e private sia dotato di dispositivi di protezione individuale secondo standard rigorosi; gli ammortizzatori sociali nel caso di sospensione delle attività o di chiusura; che i test di laboratorio siano ripetuti periodicamente, “in via prioritaria” ai lavoratori più esposti al rischio. Ancora, che la Regione si impegni a rivedere gli attuali piani del fabbisogno di personale “garantendo dotazioni ottimali sia per rispondere all’emergenza che, in via ordinaria, per tutelare i bisogni di salute della popolazione”. L’assessore, si legge nel resoconto dell’incontro, si è detto disponibile nei confronti delle proposte avanzate dai sindacati, compresa quella di stabilizzare “a emergenza finita” il personale impiegato ora con contratto a tempo determinato. Ha anche spiegato che il ricorso ai professionisti con partita Iva è stato una scelta dettata solo dall’emergenza e dall’impossibilità di reperire personale tempestivamente per altre vie.
Infine, ai sindacati che chiedevano maggiori garanzie sulla tutela della salute dei lavoratori della sanità, dell’emergenza-urgenza Seus 118, delle strutture socio-assistenziali e degli appalti, attraverso la fornitura di adeguati dispositivi di protezione individuale, Razza ha risposto che “da lunedì dovrebbe aver luogo nella regione la distribuzione di mascherine e altri materiali di protezione prodotti in Sicilia dal distretto Meccatronica”.
Il confronto on line si è concluso con la proposta dei sindacati all’assessore di riutilizzare le Ipab attualmente inattive, e il loro personale, come residenza per persone in quarantena o personale sanitario che non possa, o non voglia per cautela, tornare a casa dai propri familiari.
Sicilia. Cisl alla Regione: Test periodici, dispositivi di sicurezza, assunzioni straordinarie
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