“I ragazzi che abbandonano il sistema di istruzione e formazione andranno a rinforzare le fila dei NEET, cioè i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in corsi di formazione con una spreco inaccettabile di risorse preziose per la crescita e lo sviluppo del nostro paese. E’ necessario intervenire urgentemente per prima cosa stanziando risorse aggiuntive nella legge di bilancio per il 2020 per investire nel sistema nazionale di istruzione e formazione dallo 0-6 fino al livello terziario, a partire dalla valorizzazione dei lavoratori del comparto, per rafforzare il raccordo tra scuola e lavoro potenziando l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato di primo e terzo livello, sostenere gli ITS ed attuare un sistema nazionale di apprendimento permanente che aiuti giovani ed adulti a valorizzare, elevare e perfezionare le proprie competenze lungo tutto il corso della loro vita. E’ necessario che i finanziamenti nazionali, regionali e quelli dei fondi strutturali siano orientati tutti verso obiettivi condivisi e partecipati dalle istituzioni a tutti i livelli e dalle parti sociali per fare finalmente massa critica con interventi che possano impattare concretamente sulla vita dei cittadini. Anche i sindacati devono fare la loro parte ed infatti stiamo lavorando con Confindustria per dare attuazione alla parte dell’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 su educazione e formazione dettagliando cosa le parti sociali possono fare per impedire la dispersione di competenze, abilità, professionalità preziose per la crescita civile, sociale, economica ed occupazionale del nostro paese”.
Svimez. Colombini: “La dispersione scolastica nel Mezzogiorno è un fenomeno allarmante”
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“I ragazzi che abbandonano il sistema di istruzione e formazione andranno a rinforzare le fila dei NEET, cioè i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in corsi di formazione con una spreco inaccettabile di risorse preziose per la crescita e lo sviluppo del nostro paese. E’ necessario intervenire urgentemente per prima cosa stanziando risorse aggiuntive nella legge di bilancio per il 2020 per investire nel sistema nazionale di istruzione e formazione dallo 0-6 fino al livello terziario, a partire dalla valorizzazione dei lavoratori del comparto, per rafforzare il raccordo tra scuola e lavoro potenziando l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato di primo e terzo livello, sostenere gli ITS ed attuare un sistema nazionale di apprendimento permanente che aiuti giovani ed adulti a valorizzare, elevare e perfezionare le proprie competenze lungo tutto il corso della loro vita. E’ necessario che i finanziamenti nazionali, regionali e quelli dei fondi strutturali siano orientati tutti verso obiettivi condivisi e partecipati dalle istituzioni a tutti i livelli e dalle parti sociali per fare finalmente massa critica con interventi che possano impattare concretamente sulla vita dei cittadini. Anche i sindacati devono fare la loro parte ed infatti stiamo lavorando con Confindustria per dare attuazione alla parte dell’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 su educazione e formazione dettagliando cosa le parti sociali possono fare per impedire la dispersione di competenze, abilità, professionalità preziose per la crescita civile, sociale, economica ed occupazionale del nostro paese”.
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