“I dati della Camera di Commercio confermano ancora una volta quello che da tempo sosteniamo: in Italia c’è una preoccupante questione salariale; ma dobbiamo toglierci dalla testa che la risposta è il salario minimo legale, che sarebbe anzi controproducente.”A dirlo, commentando i dati Excelsior resi noti ieri dalla Camera di Commercio di Firenze, è il segretario generale della Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi.“Il salario minimo – spiega Franchi – sarebbe un ulteriore problema, perché farebbe sì che una selva di micro imprese si sentano autorizzate ad optare per quel salario minimo, che per loro sarebbe assolutamente più vantaggioso dal punto di vista economico. Per migliorare i salari italiani non serve né il salario minimo, né la creazione di fantomatici consorzi pubblici: serve rinnovare i contratti alla loro scadenza e non dopo 10 anni; serve facilitare ed estendere la contrattazione aziendale; serve incentivare e facilitare le fusioni di impresa, per creare aziende grandi e capaci di investire e innovare; serve attrarre grandi player sul nostro territorio invece di farli scappare.”“Per fare tutto questo però – aggiunge il segretario Cisl Firenze-Prato – serve una grande assunzione di responsabilità. Non usciremo da questa situazione se non capiremo i problemi e i tempi che stiamo vivendo: conflitti in tutto il mondo, autocrati che sovvertono le normali regole tra gli stati, transizione digitale e ambientale. Per questo crediamo che sia il tempo di un Patto di responsabilità tra parti sindacali, datoriali e le istituzioni. Difendere il manifatturiero e rimettere al centro il lavoro e la sua dignità è quello che serve.”
Toscana. Franchi (Cisl): “In Italia questione salariale preoccupante, ma la risposta non è il salario minimo, sarebbe controproducente”
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