Roma, 24 gennaio 2019. “Sbagliato e controproducente”: la segretaria generale della Femca-Cisl, Nora Garofalo, bolla così l’accordo raggiunto dalla maggioranza sul tema delle trivellazioni. “18 mesi di moratoria, che possono diventare addirittura 24, e canoni più alti di 25 volte – spiega Garofalo – si tradurranno inevitabilmente in una crisi del settore, che è strategico per il Paese e per il suo bilancio energetico. Inoltre, ci preoccupa seriamente il futuro dei 15 mila addetti, tanti sono i lavoratori diretti e dell’indotto delle trivellazioni, e che coinvolgono regioni importanti quali la Emilia Romagna, le Marche e giù fino alla Sicilia. Intervenire, inoltre, su un tema sul quale la Commissione europea, attraverso la revisione della direttiva (Off-shore Directive di prossima emanazione) sta facendo un ottimo lavoro, è semplicemente masochistico – prosegue il segretario della Femca – e rischia soltanto di fare il gioco di altri Paesi dell’Adriatico come la Croazia, che fra l’altro produce a pieno ritmo, e degli Stati del Nord Africa. La normativa europea in discussione, tra l’altro, è assolutamente attenta alle questioni ambientali, ed ha già ricevuto un parere favorevole dai Paesi nord europei, notoriamente sensibili al tema ambientale e ‘verde’. Saranno, infatti, possibili controlli di organismi indipendenti rispetto alle aziende coinvolte. Pensare, infine, di risolvere il deficit energetico grazie alle rinnovabili non è ancora all’ordine delle cose fattibili, visto che al momento non sono assolutamente in grado di soddisfare la domanda interna di energia. La mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil del 9 febbraio prossimo – conclude Garofalo – servirà anche a chiedere chiarezza su questa decisione del governo, una vera iattura non solo per il settore estrattivo e i suoi livelli occupazionali, ma per l’intera economia nazionale e del suo sistema energetico”.
Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Femca Cisl: «Serve una vera politica energetica europea e nazionale per governare le trasformazioni globali»
«Oggi la competizione mondiale non si gioca più soltanto tra Stati. Quando si muovono le grandi potenze, insieme ai governi si muovono grandi gruppi finanziari, colossi dell’energia, piattaforme tecnologiche, multinazionali dell’intelligenza artificiale e...






