“Subito dopo la tegola caduta sulle teste dei pescatori con il prolungamento del fermo pesca biologico a due mesi per tutto il Mar Tirreno, arriva l’ennesima valanga a travolgere le speranze dei pescatori italiani e del Mediterraneo”.Lo dichiarano in una nota unitaria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca commentando la proposta presentata lo scorso martedì dalla Commissione europea sulle possibilità di pesca per il 2026 che prevede una riduzione del 64% della pesca a strascico e del 25% per i palangari. La pesca dei gamberi e dei pelagici sarà ulteriormente limitata e ci saranno nuove restrizioni nello stretto di Sicilia e nello Ionio. Questo si tradurrà nella zona del Mediterraneo occidentale in una sostanziale riduzione delle giornate di pesca con minori catture per le specie di maggior pregio e valore commerciale come gamberi e nasello. In Adriatico la riduzione delle giornate di pesca per lo strascico sarà del 12,9%, accompagnata ad una riduzione per le catture di alici e sardine. “Quanto proposto dalla Commissione Ue risulta insostenibile per la sopravvivenza delle imprese e dei relativi posti di lavoro, soprattutto in considerazione del mancato sostegno derivante dagli ammortizzatori sociali di settore” dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca. “Una situazione che abbiamo già rappresentato la scorsa settimana in un incontro con il ministero del Lavoro. Ora, viste le proposte della Ue, ci rendiamo conto che la condizione futura sarà drammatica”. “Riteniamo che la scelta della Commissione sia altamente dannosa per un settore ormai in profonda crisi da anni e che tenta di sopravvivere a dispetto di chi decide senza tenere in considerazione gli impatti socioeconomici che ne derivano” aggiungono le tre sigle. “Come organizzazioni sindacali esprimiamo grande preoccupazione per quanto si sta discutendo e chiediamo immediati correttivi per evitare che queste decisioni diventino la goccia che fa traboccare il vaso, con danni irreparabili per la sostenibilità economica e sociale dell’intero settore”.
Ue. Sindacati: Da Bruxelles nuove restrizioni alla pesca. Grande preoccupazione, si rischiano danni irreparabili per il settore
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